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Milano, guerriglia al corteo contro il carovita: oltre 50 fermi e piazza Duomo assediata

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Forze dell'ordine e fumo durante gli scontri in centro a Milano
Tensioni e disordini nel centro del capoluogo lombardo durante la protesta per il costo della vita.

Oltre cinquanta persone fermate, ventiquattro feriti complessivi e il cuore della città trasformato in un teatro di tensioni: la manifestazione carovita Milano è degenerata in violenti disordini che hanno raggiunto piazza Duomo. Il corteo, nato per denunciare i rincari di benzina, beni primari e pressione fiscale con più di cinquemila presenze iniziali, è stato travolto da gruppi incappucciati che hanno costretto le forze di polizia a continui arretramenti e cariche di alleggerimento tra via Broletto, piazza Cordusio e l’area della cattedrale.

La mobilitazione, promossa dalla sigla Italia in piazza sui canali digitali come iniziativa apartitica, intendeva portare all’attenzione pubblica il drastico calo del potere d’acquisto delle famiglie. La situazione è tuttavia sfuggita di mano quando centinaia di giovanissimi vestiti di nero, arrivati in piccoli gruppi autonomi dalle periferie e dall’hinterland, si sono staccati dal corpo principale della sfilata per cercare il contatto diretto con i reparti mobili.

Cosa è successo nel cuore di Milano: la dinamica degli scontri

Cosa è successo nel cuore di Milano: la dinamica degli scontri

Il percorso autorizzato è stato deviato con lanci ripetuti di bombe carta, transenne, sassi e bottiglie di vetro. Le forze dell’ordine hanno risposto attivando idranti e lacrimogeni per disperdere i blocchi che tentavano di sfondare i cordoni di sicurezza verso le vie commerciali più sensibili.

Circa venti mezzi blindati tra cellulari e jeep del reparto mobile hanno dovuto cinturare l’area monumentale quando un consistente gruppo di manifestanti è riuscito ad attestarsi temporaneamente nella piazza principale accendendo anche dei falò sul selciato. Vetrine infrante, tavolini dei locali all’aperto divelti e barricate improvvisate hanno scandito ore di altissima tensione culminate perfino nell’accerchiamento di una volante della Polizia di Stato prima del disperdimento finale.

Manifestare è un diritto, ma mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è. Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Ogni reticenza diventa giustificazione.

La dichiarazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha delineato immediatamente la gravità istituzionale dell’accaduto. A stretto giro sono arrivate le parole del vicepremier Antonio Tajani, che ha definito inaccettabili i tentativi di soffiare sul fuoco del malcontento, mentre il vicepremier Matteo Salvini ha puntato il dito contro i gruppi antagonisti violenti.

Il bilancio ufficiale dei fermi e dei feriti

I dati certificati dagli operatori di sicurezza mostrano l’entità dello scontro urbano:

  • Oltre 50 fermati identificati e portati in questura, con circa la metà dei soggetti di età minorenne.
  • Almeno 4 agenti feriti durante gli interventi di contenimento e le cariche.
  • 20 manifestanti feriti a seguito del lancio di oggetti, calca e risposte di piazza.
  • Danni ingenti alle infrastrutture urbane con arredi stradali divelti, transenne distrutte e vetrate danneggiate nel centro storico.

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato duramente le scene viste in città:

Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili. La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta.

Una protesta coordinata o infiltrazione violenta? Il confronto dei fatti

Una protesta coordinata o infiltrazione violenta? Il confronto dei fatti

Esiste una netta contrapposizione tra la percezione diffusa di un corteo pacifico sfociato accidentalmente nel caos e la realtà operativa registrata dalle autorità di pubblica sicurezza. Molti ritenevano che la partecipazione popolare contro i prezzi alti bastasse a mantenere l’ordine; i riscontri sul campo mostrano invece come la struttura della manifestazione carovita Milano sia stata sistematicamente aggirata da frange non controllate.

Elemento del corteo Dato accertato
Partecipanti iniziali Oltre 5.000 presenze stimate
Promotore annunciato Rete spontanea Italia in piazza
Luoghi degli incidenti Via Broletto, Cordusio, piazza Duomo
Fascia d’età dei fermati Circa 50% soggetti minorenni
Provenienza dei gruppi violenti Periferie, hinterland e altre province

I disordini non sono rimasti un caso isolato circoscritto alle vie milanesi. La stessa dinamica di scontro e infiltrazione radicale ha attraversato in contemporanea Torino — dove ci sono state tensioni presso la stazione di Porta Nuova e aggressioni interne al corteo —, Bologna con lanci di sassi e lacrimogeni nei pressi della ferrovia, oltre a episodi registrati a Bergamo e Brescia.

Il disagio per il costo dei beni alimentari, l’energia e i trasporti continua a montare in parallelo alle iniziative dei sindacati, con le prossime giornate di sciopero già proclamate da USB e dalla Cgil guidata da Maurizio Landini, mentre resta aperta l’indagine giudiziaria per accertare tutte le responsabilità dei devastamenti nel capoluogo lombardo.

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