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Mille euro al mese per ripopolare i borghi: cos’è il nuovo reddito di restanza

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Vista panoramica di un antico borgo collinare italiano con case in pietra
La misura punta a frenare lo spopolamento dei centri montani e delle aree interne con sostegni diretti ai residenti.

Un assegno da 1.000 euro al mese destinato a chi sceglie di non abbandonare i piccoli centri montani o decide di farvi ritorno. Questa è l’essenza della proposta di legge per istituire un vero e proprio reddito di restanza, formalmente depositata in Consiglio regionale in Campania con l’obiettivo di arginare l’emorragia demografica delle comunità periferiche. Il piano punta a creare un argine tangibile contro lo svuotamento dei paesi, mettendo sul piatto risorse mirate e vincoli stringenti di permanenza abitativa.

L’iniziativa legislativa, battezzata «Misure di contrasto allo spopolamento dei piccoli comuni delle aree interne della Campania», porta la firma dei consiglieri regionali Raffaele Aveta e Gaetano Simeone. Il testo si trova ora all’attenzione della Prima e della Seconda Commissione consiliare per i necessari passaggi di copertura finanziaria e definizione tecnica, delineando un percorso che punta a ridefinire il concetto di sostegno economico territoriale.

Come funziona la proposta sul reddito di restanza

Come funziona la proposta sul reddito di restanza

Il sussidio economico è concepito per invertire il declino demografico dei paesi marginali, offrendo un’opportunità di stabilizzazione a chi vive o sceglie di insediarsi stabilmente nelle aree più isolate. La dotazione economica complessiva indicata nel disegno di legge ammonta a 21 milioni di euro distribuiti nell’arco del triennio compreso tra il 2026 e il 2028: il piano prevede lo stanziamento di 1 milione di euro per il 2026, seguito da 10 milioni di euro per ciascuna delle due annualità successive.

Un incentivo economico per i borghi funziona solo se ancorato all’effettiva residenza e alla reale continuità di vita sul territorio.

A differenza di generiche misure a pioggia, l’erogazione prevede parametri di accesso definiti con precisione sia sul fronte dell’età sia su quello territoriale:

  • Fascia d’età ammissibile: cittadini di età compresa tra i 18 e i 45 anni.
  • Requisito anagrafico base: residenza e dimora abituale nel comune da almeno dodici mesi.
  • Opzione rientro: apertura verso gli ex residenti che abbiano vissuto nel borgo per almeno un anno in passato, con l’obbligo di trasferire nuovamente residenza e dimora effettiva prima del saldo iniziale.
  • Obbligo di stabilità: mantenimento ininterrotto della dimora abituale nel borgo per l’intero arco temporale del sostegno.

Quali comuni rientrano nei parametri di accesso

L’applicazione della misura non copre l’intero territorio ma seleziona unicamente le realtà con popolazione inferiore a 2.000 residenti. I centri candidabili devono essere formalmente inclusi nelle aree progetto della Strategia nazionale per le aree interne, classificati come periferici o ultraperiferici, oppure rientrare nelle fasce di fragilità demografica e carenza di servizi essenziali individuate dalla Giunta regionale.

Per preservare l’equilibrio della spesa pubblica ed evitare concentrazioni sproporzionate, è previsto un tetto massimo inderogabile: ogni singolo comune potrà avere al massimo cinque beneficiari in contemporanea.

Mito e realtà: aiuto automatico o misura selettiva?

Mito e realtà: aiuto automatico o misura selettiva?

Molti ritengono che l’annuncio equivalga all’immediata possibilità di richiedere il denaro tramite apposito sportello telematico. La realtà procedurale evidenzia invece che il testo non rappresenta ancora una misura attiva o richiedibile al pubblico, trovandosi nella fase istruttoria delle commissioni consiliari.

Elemento della proposta Dettaglio stabilito
Importo previsto 1.000 euro mensili
Target anagrafico Cittadini tra 18 e 45 anni
Dimensione massima del comune Sotto i 2.000 abitanti
Dotazione finanziaria 2026-2028 21 milioni di euro totali
Limite per singolo municipio Massimo 5 beneficiari contemporanei

Il tema della tutela economica e del lavoro si collega direttamente anche alle dinamiche produttive locali. Durante l’apertura della 27ª Fiera Nazionale del Marrone a Cuneo, incentrata sul sostegno ai territori montani e alle filiere tipiche, il presidente provinciale Luca Robaldo ha evidenziato come gli eventi di settore debbano tradursi in ricadute concrete per chi vive della terra:

La manifestazione sia sempre più uno strumento per sostenere il reddito dei produttori.

Il dibattito sulla corretta destinazione delle risorse pubbliche resta centrale in tutta la penisola, dove le verifiche sui sostegni al reddito e sulle misure di inclusione continuano a richiedere rigidi controlli di legalità per garantire che i contributi raggiungano esclusivamente chi ne possiede i requisiti previsti.

💚 L’idea di un sussidio per restare nei piccoli paesi montani apre prospettive inedite per contrastare l’abbandono delle aree interne.

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