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Nicola Gratteri lancia l’allarme: “Il 90% dei giovani detenuti è analfabeta, servono scuola e rispetto per i docenti”
Il procuratore della Repubblica Nicola Gratteri interviene con parole nette sulle dinamiche della criminalità contemporanea: il 90% dei minorenni detenuti è analfabeta e, una volta scontata la pena, rischia di trasformarsi in manovalanza al servizio delle cosche criminali. Un dato allarmante che ribalta l’attenzione dalla sola repressione giudiziaria all’urgenza formativa, indicando nella scuola il primo baluardo contro il reclutamento mafioso.
Durante il confronto tenutosi nella serata finale della quarta edizione di Matera Fiction al Cineteatro Gerardo Guerrieri, il magistrato ha dialogato insieme ad Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali e docente alla Queen’s University, sotto la moderazione di Donato Santeramo. Al centro dell’analisi, l’incontro tra la fascinazione criminale nei media e le trasformazioni operative di ‘Ndrangheta, Camorra e Cosa Nostra.
La trasformazione non riguarda soltanto i numeri della detenzione giovanile, ma investe direttamente gli strumenti di comunicazione e riciclaggio utilizzati quotidianamente dalle organizzazioni.
Dalle piazze ai social network: l’evoluzione del consenso e del riciclaggio

Le mafie hanno progressivamente modificato i canali di esposizione e reclutamento. Il passaggio dai canali tradizionali a piattaforme come Instagram e TikTok, dopo una prima fase su Facebook, riflette la necessità delle consorterie di intercettare il linguaggio visivo delle nuove generazioni, normalizzando stili di vita e dinamiche di potere.
Parallelamente a questa metamorfosi comunicativa, le organizzazioni hanno mutato i meccanismi economici con cui gestiscono i capitali illeciti derivanti dal narcotraffico. Il flusso generato dallo spaccio di cocaina non si muove più prevalentemente tramite passaggi fisici di contante: le tangenti e le mazzette tradizionali sono state soppiantate da consulenze fittizie e fatture per operazioni inesistenti, strumenti che saldano l’economia criminale a quella legale.
Lo Stato dovrebbe invece aumentare lo stipendio agli insegnanti e fare leggi che non devono rendere conveniente delinquere.
Questo intreccio tra finanza opaca e cultura d’impresa impone una risposta istituzionale che vada oltre il codice penale, toccando le basi stesse della trasmissione dei valori educativi.
Scuola e famiglie: il monito contro le ingerenze educative
La lotta alle organizzazioni mafiose richiede un investimento prioritario sull’istruzione e sulla cultura. Senza strumenti di base per comprendere e interpretare la realtà, i giovani esclusi dai circuiti scolastici rimangono ostaggio delle offerte di manovalanza criminale nei contesti territoriali più vulnerabili.
La difesa dell’autorevolezza dei docenti
Nel corso del suo intervento, Nicola Gratteri ha rivolto un severo richiamo ai genitori sul rispetto del ruolo degli insegnanti. Le famiglie devono consentire ai docenti di svolgere il proprio lavoro con serenità, evitando intrusioni sistematiche anche a fronte di valutazioni negative o voti bassi, siano essi meritati o meno, poiché anche il confronto con le ingiustizie costituisce un elemento di maturazione.
- Autonomia didattica: i genitori sono chiamati a praticare l’educazione anziché limitarsi a predicare regole astratte.
- Limiti di intervento: la presenza genitoriale a scuola è giustificata solo in casi estremi, come l’incapacità dell’insegnante di spiegare la lingua italiana o condotte penalmente rilevanti.
- Riconoscimento economico: necessità per lo Stato di incrementare le retribuzioni dei docenti per restituire centralità sociale alla professione.
Il contrasto alle mafie si misura dunque su due livelli paralleli: l’azione delle aule di giustizia e la salvaguardia delle istituzioni formative sul territorio.
La narrazione criminale a confronto con la realtà

Il dibattito ha affrontato il rischio concreto che la serialità televisiva trasformi figure criminali in modelli positivi o mitizzati per il pubblico più giovane, confondendo la finzione con la cruda realtà dei territori segnati dalla presenza mafiosa.
| Dimensione analizzata | Caratteristiche e impatto reale |
|---|---|
| Economia illecita moderna | Passaggio da mazzette in contanti a consulenze e fatture false |
| Comunicazione giovanile | Uso di Instagram e TikTok per estendere fascinazione e consenso |
| Popolazione carceraria minorile | Quasi la totalità dei detenuti priva di un’istruzione primaria completa |
| Ruolo del corpo docente | Presidio istituzionale contro la devianza, bisognoso di tutele economiche |
A conclusione dell’evento a Matera, a Nicola Gratteri è stato consegnato il premio speciale assegnato da Luciano Dell’Acqua, fondatore e CEO di Studio Lambda, al termine di una rassegna internazionale che ha premiato produzioni televisive e docu-serie dedicate all’analisi dei cambiamenti sociali.
💚 La riflessione sul rapporto tra istruzione, famiglie e legalità tocca da vicino il futuro delle comunità.
📱 Il ruolo della scuola resta centrale nella costruzione di una coscienza civile solida.
👇 Lascia un commento qui sotto per condividere il tuo punto di vista sul rapporto tra scuola e legalità.
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