A più di un anno dal delitto, i carabinieri hanno arrestato quattro persone accusate dell’omicidio di Marco Pusceddu, il soccorritore di 51 anni ucciso a colpi di pistola il 7 agosto 2025 a Buddusò, in provincia di Sassari.
L’agguato era avvenuto all’interno della sede dell’associazione di soccorso Intervol. Il killer, presentatosi a volto scoperto, aveva chiesto espressamente di Pusceddu prima di esplodere contro di lui quattro colpi d’arma da fuoco e fuggire tra le strade del centro del Monte Acuto.
Il blitz all’alba tra Iglesias, Nuxis e Carbonia
Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sassari su richiesta della locale Procura, sono state eseguite alle prime ore del mattino dai militari dell’Arma.
I quattro indagati sono stati rintracciati nei comuni di Iglesias, Nuxis e Carbonia. Le accuse formulate a loro carico sono di omicidio volontario premeditato in concorso, oltre alla detenzione e al porto illegale di armi.
Un omicidio su commissione per 15mila euro
Le indagini degli inquirenti hanno delineato con precisione la struttura del gruppo criminale, individuando due presunti mandanti e due esecutori materiali. L’esecuzione sarebbe stata commissionata dietro il compenso di circa 15mila euro.
Alla base dell’azione omicida ci sarebbero stati profondi rancori, inquadrati dagli investigatori come “dissidi personali di natura sentimentale e professionale”.

Le intercettazioni e il ritrovamento dell’arma
Il quadro probatorio si è consolidato grazie all’incrocio tra le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza e una fitta serie di intercettazioni. Questo lavoro ha permesso di tracciare con esattezza le vie di fuga e le mosse dei responsabili.
I carabinieri hanno recuperato gli indumenti utilizzati la notte del delitto e l’arma impiegata per l’esecuzione: una pistola calibro 7,65 con la matricola abrasa.
La precedente aggressione con la piccozza
L’inchiesta ha fatto luce anche su un grave episodio avvenuto pochi mesi prima dell’agguato mortale. Il 28 aprile 2025, Pusceddu era già scampato a un attentato in una piazzola di sosta a Carbonia.
In quell’occasione, la vittima era stata colpita alla testa con una piccozza da muratore, riportando lesioni gravissime. Anche quell’attrezzo è stato sequestrato dagli inquirenti. I quattro arrestati sono stati trasferiti nella casa circondariale di Uta, a Cagliari.

