Raid Usa nel Golfo: colpite 3 petroliere iraniane dopo i missili contro due navi militari

Raid Usa nel Golfo: colpite 3 petroliere iraniane dopo i missili contro due navi militari
Raid Usa nel Golfo: colpite 3 petroliere iraniane dopo i missili contro due navi militari

L’operazione aeronavale americana contro la flotta di Teheran

Le forze armate degli Stati Uniti hanno colpito tre petroliere iraniane dislocate lungo le rotte strategiche del Golfo, distruggendone una in modo definitivo. L’azione rappresenta la risposta diretta al lancio di missili balistici da parte dei Pasdaran contro due unità della marina americana in pattugliamento nell’area dell’isola di Kharg.

Il Comando centrale statunitense ha confermato che una portaerei e un cacciatorpediniere lanciamissili hanno intercettato e neutralizzato l’attacco iraniano senza subire danni. La reazione immediata ha preso di mira assetti navali considerati parte della rete di finanziamento clandestina delle Guardie della Rivoluzione Islamica.

Freddie Mercury
Freddie Mercury

Secondo i dettagli operativi diffusi da Washington, la petroliera MT/Downy è stata resa permanentemente inutilizzabile al largo di Kharg. La stessa sorte è toccata alla M/T Stark 1, bloccata nei pressi del porto di Jask.

Nel Golfo di Oman, i raid hanno invece polverizzato la petroliera M/T Kylo. I comandi statunitensi hanno precisato che l’equipaggio ha ricevuto l’ordine di evacuazione prima che il vascello venisse centrato in molteplici punti nevralgici.

Lipu, un cigno reale imbrattato nel Naviglio in situazione critica
Lipu, un cigno reale imbrattato nel Naviglio in situazione critica

Le dichiarazioni del Pentagono e la linea di Donald Trump

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha tracciato una linea netta sulle future mosse navali nell’area: “Se l’Iran spara alle nostre navi, noi distruggeremo le loro petroliere. La flotta iraniana è priva di difese adeguate, i nostri sottomarini, aerei e navi possono colpirle tutte”.

Da Teheran non sono arrivate repliche ufficiali immediate all’annuncio delle perdite navali. La Casa Bianca ha mostrato una posizione di assoluta fermezza rispetto ai rischi di blocco nello Stretto di Hormuz.


Intervento pubblico a Bari

Donald Trump ha ridimensionato la portata dello scontro sul piano strategico interno, definendolo un semplice confronto a bassa intensità: “Per noi sono briciole. Effettuiamo attacchi intermittenti, non è una questione di grande portata”.

Il presidente ha ricordato i 18 militari statunitensi deceduti dall’inizio delle recenti frizioni, tracciando un parallelo con i conflitti del passato per ribadire la volontà di non impantanarsi in una guerra su vasta scala.

Un diamante dalle ceneri di un sacerdote,
Un diamante ottenuto dalle ceneri di un sacerdote

I piani diplomatici e il fronte aperto in Yemen

Mentre i raid proseguono sul mare, l’amministrazione americana lavora a una strategia post-bellica per il quadrante mediorientale. Il dossier rivelato da Axios punta a consolidare l’isolamento iraniano e ad allargare il perimetro degli Accordi di Abramo tra Israele e i Paesi arabi.

La fiammata bellica coinvolge pesantemente anche lo scacchiere yemenita. Oltre 60 combattenti sono rimasti uccisi nelle ultime ore durante duri scontri nel sud-ovest dello Yemen, dove i ribelli Houthi sostenuti dall’Iran tentano di strappare posizioni strategiche alle forze governative appoggiate da Riad lungo le coste del Mar Rosso.


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