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Sarcofago dei Cumni a Chiusi: svelata la data del ritorno al Museo dopo gli anni nei depositi

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Sarcofago dei Cumni a Chiusi: svelata la data del ritorno al Museo dopo gli anni nei depositi
Sarcofago dei Cumni a Chiusi: svelata la data del ritorno al Museo dopo gli anni nei depositi

Il sarcofago dei Cumni torna ufficialmente visibile al pubblico al Museo nazionale etrusco di Chiusi sabato 14 novembre alle ore 16.30. L’appuntamento a ingresso libero segna il rientro dell’opera di età ellenistica nel percorso espositivo permanente dopo un lungo periodo trascorso nei depositi. La riapertura al pubblico svela l’esito di un accurato lavoro conservativo che ha sanato i danni strutturali del monumento.

L’iniziativa si inserisce nel piano di valorizzazione curato dal museo insieme alla Direzione regionale Musei nazionali della Toscana del Ministero della Cultura. I visitatori potranno riscoprire da vicino i dettagli di una scultura funeraria rimasta a lungo lontana dagli sguardi delle sale principali.

Quando e dove vedere la presentazione del sarcofago dei Cumni

La cerimonia di svelamento e presentazione del reperto restaurato si terrà direttamente nelle sale del Museo nazionale etrusco di Chiusi, in provincia di Siena. La data fissata in calendario è sabato 14 novembre, con inizio programmato per le ore 16.30.

Come comunicato dagli organizzatori, l’accesso all’evento inaugurale è a ingresso libero per tutti gli interessati, senza necessità di prenotazioni a pagamento. Al momento non sono state rese note dirette streaming o trasmissioni televisive dedicate all’evento.

Voce Dettaglio
Evento Presentazione e nuovo allestimento del sarcofago dei Cumni
Sede Museo nazionale etrusco di Chiusi
Giorno Sabato 14 novembre
Orario Ore 16.30
Ingresso Libero
Introduzione Fabrizio Vallelonga

Chi interviene all’evento: il programma degli interventi istituzionali e scientifici

Il programma dell’appuntamento prevede una prima parte dedicata agli interventi istituzionali e una seconda focalizzata sugli approfondimenti storico-archeologici. Ad aprire l’incontro saranno i saluti ufficiali di Carlotta Paola Brovadan, Direttrice regionale Musei nazionali della Toscana del Ministero della Cultura, affiancata da Mattia Bischeri, Assessore alla Cultura del Comune di Chiusi, e da Paola Lai, Presidente del Gruppo Archeologico Città di Chiusi.

A introdurre i lavori scientifici sarà Fabrizio Vallelonga, Direttore del Museo nazionale etrusco di Chiusi. Come evidenziato da Massi Lo Sà, la relazione principale è stata affidata a Laura Ambrosini, Dirigente di ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche presso l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale. Il suo contributo scientifico affronterà il tema dei sarcofagi chiusini di età ellenistica, delineando l’evoluzione di queste sculture dal quarto secolo a.C. fino agli esemplari realizzati sul finire del secondo secolo a.C.

Alla discussione prenderà parte anche Francesco De Angelis, professore di Storia dell’arte e Archeologia, chiamato a esaminare il valore figurativo e stilistico dell’opera.

Dagli scavi dell’Ottocento al ritiro nei depositi: la storia del reperto

Il manufatto venne rinvenuto nel corso dell’Ottocento nell’area di Santa Mustiola, a ridosso del centro di Chiusi. Gli scavi archeologici permisero di ricollegare la tomba al sepolcreto della nobile famiglia etrusca dei Cumni. La cronologia dell’opera la colloca con precisione nel primo venticinquennio del II secolo a.C.

Dopo il ritrovamento, l’opera rimase custodita per una prima fase all’interno del palazzo vescovile locale. Nel 1872 il sarcofago venne integrato stabilmente nelle collezioni del museo civico ed etrusco, dove fu esposto al pubblico per diversi decenni. Durante alcune successive operazioni logistiche di movimentazione interna, una vecchia frattura strutturale tornò ad aprirsi pericolosamente.

La lesione rese insicura la collocazione nelle sale espositive, imponendo il trasferimento d’urgenza nei magazzini sotterranei. Secondo quanto riferito da Centritalia News, il monumento è rimasto per diversi anni nei depositi prima che fosse predisposto il piano risolutivo di ricomposizione strutturale e restauro.

Cosa aspettarsi dal nuovo allestimento permanente

L’intervento appena concluso ha ripristinato l’assetto originale della struttura lapidea, restituendo la piena leggibilità dell’apparato scultoreo. Il sarcofago è costituito da una cassa con bassorilievi e da un coperchio su cui è scolpita una figura femminile sdraiata sul letto funebre.

La figura indossa un chitone privo di maniche e un mantello drappeggiato. Risulta adagiata con la gamba sinistra ripiegata sopra due cuscini decorati, mentre la testa risulta perduta sin dall’epoca del ritrovamento. Sulla cassa principale spicca un fregio movimentato con guerrieri armati intenti ad assaltare un santuario difeso da combattenti e donne.

Il nuovo posizionamento nelle sale consentirà di apprezzare la dinamica dei personaggi e i dettagli decorativi della pietra etrusca. Chi visiterà il museo potrà osservare l’opera nella sua collocazione definitiva all’interno del percorso museale ordinario.

L’appuntamento per vedere dal vivo il reperto restaurato è fissato per sabato 14 novembre alle ore 16.30 a Chiusi. Andrete a scoprire da vicino questo capolavoro etrusco ritrovato? 🏛️

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