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Sciopero autotrasportatori carburante date e modalita: 5 giorni di stop e presidi da Napoli alla Sicilia

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Camion e mezzi pesanti fermi per lo sciopero degli autotrasportatori contro il caro carburante
Mezzi pesanti fermi nei piazzali e lungo i nodi stradali per la protesta contro il caro gasolio.

Lo stop dei mezzi pesanti è ufficialmente iniziato alla mezzanotte e durerà per cinque giorni complessivi, proseguendo fino alla mezzanotte del 20 ottobre. La mobilitazione generale contro il caro gasolio sta bloccando i porti e rallentando i principali snodi autostradali del Mezzogiorno, dalla Campania fino alla Sicilia. Chi si mette in viaggio o attende spedizioni deve fare i conti con un calendario serrato e presidi diffusi.

Per comprendere l’impatto reale dello sciopero autotrasportatori carburante date e modalita, bisogna guardare ai numeri che hanno innescato la protesta: secondo i comitati di categoria, un singolo pieno per un camion ha ormai raggiunto la soglia dei 900 euro. Una cifra considerata insostenibile che ha spinto centinaia di professionisti a spegnere i motori.

Date, durata e calendario della mobilitazione

Date, durata e calendario della mobilitazione

Il fermo proclamato dalle sigle territoriali ha preso il via allo scoccare della mezzanotte e si concluderà alla mezzanotte del 20 ottobre. L’azione coordinata copre un arco temporale di 120 ore consecutive, con effetti a catena sulla filiera logistica.

Sul fronte istituzionale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato dal ministro Salvini ha convocato un tavolo di confronto nazionale con le categorie per il 27 ottobre. Una data giudicata tuttavia troppo distante dagli organizzatori della protesta sul campo, che chiedono interventi immediati.

Abbiamo costituito il Comitato trasporto siciliano perché non ci sentiamo più rappresentati dalle organizzazioni sindacali nazionali, colpevoli di aver smesso di fare i nostri interessi. Dobbiamo fermare l’effetto domino che si va a innescare: l’impennata del carrello della spesa e il rincaro di tutte le materie prime.

Il coordinatore del Comitato trasporto siciliano, Salvatore Bella, ha rimarcato l’urgenza di misure rapide, evidenziando come l’attesa di ulteriori settimane rischi di aggravare le perdite delle imprese. Ma quali sono le modalità operative adottate nelle diverse regioni?

Modalità del fermo: porti bloccati e varchi aperti sulle autostrade

La protesta non prevede blocchi stradali totali generalizzati, bensì una combinazione di sosta prolungata e presidi strategici. In Sicilia, gli autotrasportatori hanno scelto di lasciare i camion fermi nei piazzali aziendali e di non ritirare i semirimorchi sbarcati dalle navi nei porti. A questa linea non partecipano le imprese aderenti a Confindustria Catania, che hanno revocato la propria adesione allo sciopero originariamente previsto fino al 22 ottobre.

In Campania, la mobilitazione ha visto camionisti e agricoltori unire le forze lungo la rete viaria regionale:

  • Presidi con tir e trattori posizionati all’ingresso dell’autostrada A30 Caserta-Salerno e della A1 Milano-Napoli, in particolare nei pressi di Nola e Caianello.
  • Transito comunque garantito attraverso varchi aperti lasciati dai manifestanti per far defluire le auto, monitorati dalla Polizia Stradale.
  • Rallentamenti mirati lungo l’Asse Mediano e nell’area di Caserta Sud.

A Gela, in provincia di Caltanissetta, i mezzi pesanti si sono uniti ai presidi degli agricoltori presso la rotonda di accesso alla città, creando un punto di aggregazione unitario. Si registrano inoltre presidi in Basilicata, con tir incolonnati sulle corsie laterali della statale 106 Jonica (tra Policoro e Scanzano Jonico) e sulla statale 655 Bradanica, oltre al coinvolgimento della Calabria con Fedralog Calabria e della Puglia con concentrazioni sulla tangenziale di Andria e vicino alla raffineria Eni di Taranto.

Cosa chiedono i trasportatori: la piattaforma delle rivendicazioni

La protesta non si esaurisce in un generico malcontento, ma porta al tavolo del governo richieste finanziarie e fiscali ben definite.

Richiesta dei trasportatori Motivazione economica
Credito d’imposta per il gasolio Compensare i rincari record del combustibile alla pompa
Revisione strutturale delle accise Ridurre il carico fiscale fisso su ogni litro di carburante
Taglio dei costi dei traghetti Alleviare le spese di continuità territoriale marittima nel Mezzogiorno

Queste misure puntano ad abbattere i costi vivi di esercizio, evitando che i continui aumenti si riflettano sui listini della grande distribuzione.

Mito e realtà: rischio scaffali vuoti nei supermercati

Mito e realtà: rischio scaffali vuoti nei supermercati

Molti temono che cinque giorni di sciopero portino all’esaurimento immediato di cibo e generi alimentari nei punti vendita. La realtà operativa è diversa: le organizzazioni e le ditte assicurano che i carichi dei beni di prima necessità continuano a viaggiare. I ritardi e le criticità maggiori riguardano invece i corrieri espressi e le merci pesanti non deperibili ferme nei piazzali portuali.

Rimane alta l’attenzione per le code ai distributori di carburante, come quelle verificatesi sulla statale 96 ad Altamura, dove decine di automobilisti hanno anticipato il rifornimento per timore di rimanere a secco.

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