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Transizione auto 2035: il piano Francia-Germania cancella l’obbligo del 100% elettrico

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Auto elettriche e ibride in una linea di montaggio di una fabbrica automobilistica europea
La proposta congiunta tra Parigi e Berlino ridisegna il percorso verso la mobilità a basse emissioni tutelando la manifattura continentale.

Il piano congiunto presentato da Francia e Germania fissa al 90% il taglio delle emissioni di CO₂ per le nuove vetture nel 2035, eliminando i meccanismi di compensazione economica a carico dei produttori per il restante 10%. La dichiarazione siglata da Emmanuel Macron e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz apre ufficialmente le porte alla convivenza tra motori 100% elettrici, ibridi plug-in, tecnologie con range extender e carburanti a basse emissioni dopo la data spartiacque.

L’intesa politica intende proteggere un comparto strategico che genera tra il 7% e l’8% del Prodotto Interno Lordo europeo e sostiene circa 13 milioni di posti di lavoro tra occupati diretti e indiretti. Oltre alla revisione dei limiti allo scarico, l’asse tra Parigi e Berlino punta a vincolare l’erogazione degli incentivi pubblici alla produzione interna, introducendo una soglia stringente sul valore dei componenti realizzati nel continente.

Come cambia il target delle emissioni: la fine del vincolo al 100%

Come cambia il target delle emissioni: la fine del vincolo al 100%

La normativa approvata in sede comunitaria nel 2023 prevedeva l’azzeramento totale (-100%) delle emissioni di CO₂ per le nuove immatricolazioni a partire dal 2035. La proposta della Commissione europea del dicembre 2025 aveva già tracciato una riduzione al 90%, imponendo tuttavia ai costruttori di bilanciare il residuo 10% tramite quote di acciaio verde o carburanti rinnovabili. La svolta franco-tedesca recepisce la soglia del 90% ma cancella del tutto questo obbligo di compensazione finanziaria e contabile a carico delle case automobilistiche.

La riduzione del 90% non equivale a riservare obbligatoriamente un decimo delle vendite ai motori endotermici, ma rappresenta un calcolo medio sull’intera flotta immatricolata da ciascun gruppo. Questo margine normativo garantisce spazio commerciale a veicoli 100% a batteria, modelli a idrogeno, ibridi plug-in (PHEV) e propulsori tradizionali, a patto che l’impronta emissiva complessiva del costruttore rispetti i parametri stabiliti.

Abbiamo concordato un pacchetto a favore della libertà di scelta, dell’apertura tecnologica e del rispetto degli obiettivi climatici. Si tratta di un segnale di investimento per l’industria.

Sul fronte dei veicoli ibridi plug-in, l’intesa stabilisce il mantenimento dei criteri di calcolo attuali fino al primo gennaio 2030 per i modelli capaci di garantire un’autonomia elettrica minima di 80 chilometri. Soltanto dopo tale scadenza i parametri verranno ricalibrati con cadenza annuale basandosi sui dati effettivi di guida rilevati sul campo.

La clausola “Made in Europe”: incentivi legati alla filiera locale

La strategia delineata da Parigi e Berlino collega il sostegno della domanda alla tutela delle fabbriche continentali. A partire dal 2028, i bonus statali per l’acquisto di automobili saranno riservati esclusivamente ai modelli che rispettano due vincoli industriali precisi, indipendentemente dal Paese d’origine del marchio costruttore:

  • Assemblaggio finale: completamento dell’intero processo produttivo all’interno del territorio dell’Unione Europea.
  • Componentistica locale: almeno il 70% del valore economico complessivo del veicolo generato da forniture europee.
  • Nuova categoria a zero emissioni: riconoscimento per mezzi alimentati solo da carburanti rinnovabili e a basse emissioni prodotti in Europa.

Questa impostazione, in linea con i principi dell’Industrial Accelerator Act varato a Bruxelles a inizio 2026, non vieta la commercializzazione di auto fabbricate all’estero, ma ne esclude l’accesso ai fondi pubblici, determinando una divergenza evidente sui listini finali d’acquisto.

Per la componentistica e in particolare per le batterie, il patto stabilisce una tabella di marcia dedicata, studiata per dare respiro agli investimenti europei su celle, materiali catodici e sistemi di gestione BMS.

Periodo di riferimento Requisito contenuto europeo batterie
A partire dal 2030 Minimo 20% del valore dei componenti
Triennio 2032-2034 Crescita progressiva fino al 70%

I fornitori specializzati, compreso l’esteso tessuto della componentistica italiana, vedranno il grado di integrazione continentale trasformarsi nel criterio guida per l’aggiudicazione delle forniture con i principali gruppi mondiali.

Flessibilità nei conteggi e banking dei crediti

Per agevolare il percorso di avvicinamento, la proposta introduce una mediazione pluriennale delle emissioni nel biennio 2030-2031 e un meccanismo di banking. In base a questo strumento, i crediti di CO₂ accumulati nel 2029 potranno essere conteggiati fino a un massimo di 7 grammi al chilometro per singolo costruttore, mentre per i veicoli commerciali leggeri è prevista una dilazione quinquennale sull’obiettivo fissato per il 2025.

Cosa succede al parco auto circolante: il mito della rottamazione

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Una diffusa convinzione porta a ritenere che le scadenze comunitarie impongano la demolizione forzata dei modelli a benzina o diesel già in possesso degli automobilisti. Al contrario, il perimetro regolatorio riguarda unicamente le nuove immatricolazioni nei saloni di vendita.

I dati diffusi dal Ministero francese della Transizione ecologica confermano che, anche ipotizzando un mercato composto esclusivamente da immatricolazioni a zero emissioni dal 2035, nel 2050 circa l’80% del parco circolante d’Oltralpe sarà effettivamente elettrificato, lasciando su strada circa nove milioni di veicoli a combustione interna o ibridi.

La dichiarazione congiunta franco-tedesca rappresenta una piattaforma politica di vertice che dovrà ora essere discussa, negoziata e votata insieme agli altri governi comunitari e all’Europarlamento per trasformarsi in legislazione vincolante.

📱 La transizione auto 2035 apre un nuovo capitolo industriale che ridefinisce gli equilibri tra sostenibilità ambientale e tenuta occupazionale delle nostre filiere.

✨ L’introduzione di criteri stringenti sulla provenienza dei componenti cambierà radicalmente la composizione del mercato nei prossimi anni.

👇 Pensi che l’apertura all’ibrido e ai carburanti puliti sia la scelta giusta? Lascia un commento qui sotto e fai sentire la tua voce.

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