Uccise i 3 figli a Duxbury: dopo 80 testimoni e 7 giorni di camera di consiglio, il processo a Lindsay Clancy si chiude senza verdetto

Uccise i 3 figli a Duxbury: dopo 80 testimoni e 7 giorni di camera di consiglio, il processo a Lindsay Clancy si chiude senza verdetto
Uccise i 3 figli a Duxbury: dopo 80 testimoni e 7 giorni di camera di consiglio, il processo a Lindsay Clancy si chiude senza verdetto

Il processo a carico di Lindsay Clancy si è chiuso senza una decisione. Dopo quasi sei settimane di dibattimento, più di ottanta testimoni ascoltati e sette giorni interi di camera di consiglio, i dodici giurati del tribunale di Plymouth non hanno raggiunto l’unanimità necessaria per emettere una sentenza.

Il 4 settembre il giudice William Sullivan ha dichiarato formalmente il mistrial, annullando il procedimento penale. La donna, 36 anni, resta ricoverata in un ospedale psichiatrico statale in attesa delle decisioni della procura.

I fatti del 24 gennaio 2023 a Duxbury

La dinamica dell’evento non è mai stata oggetto di contestazione durante il dibattimento. Il 24 gennaio 2023, nella residenza familiare di Duxbury, in Massachusetts, Clancy ha strangolato i suoi tre figli: Cora di cinque anni, Dawson di tre anni e Callan di otto mesi.

Subito dopo aver tolto la vita ai bambini, la donna si è lanciata da una finestra al secondo piano dell’abitazione nel tentativo di suicidarsi. È sopravvissuta all’impatto, riportando lesioni permanenti che l’hanno lasciata paralizzata.

La linea della difesa e la tesi accusatoria

Il dibattimento si è concentrato esclusivamente sulla capacità di intendere e di volere dell’imputata al momento del delitto. La difesa ha sostenuto che l’ex infermiera fosse in preda a una grave forma di psicosi postpartum, condizione clinica rara e intermittente che compromette radicalmente il rapporto con la realtà.

La procura ha invece insistito sulla lucidità operativa mostrata dalla donna quel giorno. La mattina degli omicidi Clancy aveva accompagnato la figlia dal pediatra, mentre la sera aveva inviato il marito Patrick a ritirare cibo da asporto e ad acquistare medicinali in una farmacia distante, assicurandosi il tempo necessario per rimanere da sola con i figli.

I nodi della perizia e i 13 farmaci

Nei mesi precedenti alla tragedia, Clancy aveva cercato ripetutamente assistenza medica e psichiatrica. I registri clinici documentano accessi a strutture specializzate, una permanenza volontaria in reparto psichiatrico, contatti con linee di prevenzione del suicidio e la prescrizione alternata di tredici farmaci differenti nel tentativo di stabilizzare il quadro clinico.

Gli psichiatri della difesa hanno evidenziato come la donna soffrisse di insonnia cronica, ansia severa e pensieri intrusivi, elementi confermati anche dai diari personali. Nessun medico, prima del 24 gennaio, aveva però registrato nero su bianco diagnosi esplicite di deliri psicotici.

Defendant Lindsay Clancy and her attorney Kevin Reddington listen as the judge declares a mistrial at the conclusion of...
Lindsay Clancy insieme al suo avvocato Kevin Reddington in tribunale a Plymouth.

L’annullamento del procedimento e i prossimi passi

La legge dello Stato del Massachusetts stabilisce che l’accusa debba provare oltre ogni ragionevole dubbio che l’imputato possedesse la capacità sostanziale di comprendere l’illiceità dei propri atti. I giurati avevano a disposizione diverse opzioni di verdetto per ciascuna vittima, dall’omicidio di primo grado all’assoluzione per incapacità penale.

Secondo quanto riferito dal collegio difensivo, undici giurati si sarebbero espressi a favore dell’infermità mentale, mentre un solo membro si sarebbe opposto, bloccando l’esito finale. La segretezza della camera di consiglio non consente verifiche ufficiali su questo conteggio.

La dichiarazione di mistrial non equivale a un’assoluzione. L’ufficio del procuratore distrettuale può scegliere di avviare un nuovo processo con una giuria diversa, proporre un accordo transattivo oppure archiviare le accuse. Un’udienza tecnica è stata fissata per il 29 settembre per stabilire come procederà il caso.

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