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Valentino Rossi a Che Tempo Che Fa attacca Marquez sul 2015: «Voleva solo farmi perdere, brucia ancora»
Valentino Rossi non ha affatto archiviato il controverso finale del campionato del mondo 2015 e lo ha ribadito con estrema durezza nello studio di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa, sul Nove. Seduto davanti al conduttore per presentare la sua autobiografia intitolata La mia storia, scritta a quattro mani con il giornalista Giorgio Terruzzi, il nove volte iridato ha spiegato senza mezzi termini che l’operato in pista di Marc Marquez ebbe un unico obiettivo: sabotare la sua corsa verso il decimo titolo mondiale.
L’ex fuoriclasse di Tavullia ha riacceso i riflettori su uno dei momenti più tesi della storia recente del motociclismo, confidando al pubblico come quella ferita sportiva rimanga del tutto aperta, immutata nelle sensazioni e nella rabbia a oltre dieci anni dai fatti di Sepang e Valencia.
Cosa ha detto esattamente Valentino Rossi su Marquez a Che Tempo Che Fa?
L’intervento del campione pesarese non ha concesso spazio a formule diplomatiche. Ripercorrendo quel finale di stagione che vide trionfare lo spagnolo Jorge Lorenzo, Rossi ha puntato il dito contro l’intromissione diretta del pilota di Cervera.
Come riporta Il Resto del Carlino, il pilota ha espresso chiaramente la propria frustrazione per una contesa che a suo avviso non doveva vedere terzi incomodi:
«Ognuno ha il suo limite qualcuno più basso e qualcuno più alto ma purtroppo la storia del 2015 è ancora più assurda e fa ancora più arrabbiare perché in realtà Marquez non lottava per il campionato, lottavamo io e Lorenzo. Lottava solo per farmi perdere a me e alla fine ce l’ha fatta. Quella è una cosa veramente che non passa, che brucia ancora sono passati più di 10 anni però la sensazione e il mio stato d’animo quando ci penso è uguale alla sera di Valencia e questo mi preoccupa un pochino. Però tante volte mi guardo allo specchio e mi dico, Cavolo non concentriamoci sull’unico perso ma magari sugli altri.. Però lo sport è così, fa molto più male quello che perdi che quelli che vinci».
Parole nette, pronunciate con lucidità, che testimoniano come il tempo trascorso non abbia affatto mitigato il risentimento per quell’epilogo.
Il mito del tempo che cancella i rancori: cosa rivela davvero Rossi
Nel senso comune si tende a credere che il ritiro dalle competizioni ad altissimo livello e il passare degli anni riescano a sanare qualsiasi attrito sportivo, trasformando le vecchie inimicizie in aneddoti da raccontare con distacco. La testimonianza di Rossi dimostra l’esatto contrario.
Non si tratta di una rivalità agonistica convenzionale, come quelle vissute con rivali storici del calibro di Max Biaggi, Sete Gibernau o Casey Stoner. In quelle sfide il confronto rimaneva legato alla corsa per la vittoria. Nel caso del 2015, Rossi avverte ancora il peso di un’azione orchestrata deliberatamente da un avversario non in corsa per la corona d’alloro, un fattore che rende psicologicamente impossibile archiviare l’accaduto come una semplice sconfitta sportiva.
Oltre alla vicenda del 2015, come riferisce motors-addict, Rossi ha toccato anche argomenti attuali legati ai talenti cresciuti nel vivaio della VR46 Academy, riservando parole di stima per Marco Bezzecchi e ricordando come il pilota riminese avesse «la velocità per vincere il Mondiale».
La nuova vita tra routine maniacale e vita familiare: i retroscena del libro
Il volume, edito da Rizzoli e in arrivo nei negozi fisici e digitali, non si limita all’analisi delle grandi contese su due ruote, ma indaga i retroscena quotidiani e le manie dell’ex centauro, oggi impegnato come pilota automobilistico ufficiale con la BMW.
Tra i dettagli svelati in studio spicca la trasformazione delle sue abitudini dopo la nascita della primogenita Giulietta, avuta con la compagna Francesca Sofia Novello:
- Il risveglio col numero magico: Rossi ha spiegato di andare a dormire prima di mezzanotte e di puntare la sveglia tassativamente alle ore 7.46, un chiaro richiamo al leggendario numero di gara che lo ha accompagnato per tutta la carriera agonistica.
- L’origine del nome Giulietta: la decisione sul nome non ha nulla a che fare con la celebre vettura Alfa Romeo, ma nasce dal fatto che una coppia di amici fidati aveva da poco avuto un figlio di nome Romeo.
- L’approccio alle due ruote in tenera età: la piccola ha provato l’esperienza della sella insieme al padre già all’età di 18 mesi.
Dalle feste mondiali alle sfide sulle quattro ruote
Nel corso del colloquio con Fazio sono emersi dettagli leggeri legati ai momenti di gloria. Rossi ha ricordato i festeggiamenti per il titolo mondiale del 2008 conquistato in Giappone, culminati in un improvvisato incontro di sumo su un tavolo all’interno di un ristorante barbecue coreano, con la complicità di due amici storici.
La tabella seguente riassume i punti salienti affrontati durante la presenza televisiva:
| Tema affrontato | Dichiarazione o retroscena chiave |
|---|---|
| Rivalità 2015 con Marc Marquez | «Lottava solo per farmi perdere. Brucia ancora come quella sera a Valencia» |
| Nuova routine da genitore | A letto prima di mezzanotte e sveglia puntata rigidamente alle 7.46 |
| Scelta del nome della figlia | Chiamata Giulietta per fare coppia con il figlio di amici chiamato Romeo |
| Attività sportiva presente | Pilota automobilistico per il marchio BMW nelle gare endurance |
| Pubblicazione autobiografia | Volume intitolato “La mia storia”, realizzato insieme a Giorgio Terruzzi |
L’uscita del libro arricchisce il racconto di dettagli inediti che vanno dal tentato passaggio in Formula 1 con la Ferrari fino alle complesse vicende fiscali risolte in passato con le autorità italiane.
La memoria del campionato 2015 rimane un capitolo incandescente che continua a dividere appassionati e addetti ai lavori del paddock.
Voi da che parte state su quanto accaduto nel 2015 tra Rossi e Marquez? Scrivetelo nei commenti.
Foto: Valentino Rossi






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