Younes torna in Italia: bimbo di 6 anni trasferito da Sharm a Torino dopo l’incidente in piscina
Il piccolo Younes Majidi, sei anni e mezzo, rientra in Italia con un volo sanitario dedicato. Il bambino era ricoverato in condizioni critiche a Sharm el-Sheikh dal 3 agosto, a seguito di un grave incidente nella piscina della struttura ricettiva in cui si trovava in vacanza con la famiglia.
L’avvio delle operazioni di trasferimento verso Torino è stato confermato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo settimane di monitoraggio medico e il definitivo via libera clinico al trasporto ad alta quota.
Il via libera al ricovero all’ospedale Regina Margherita
Younes, che vive con la famiglia a Brandizzo nel torinese, sarà affidato all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino. Il presidio pediatrico ha garantito la piena disponibilità alla presa in carico in accordo con la Regione Piemonte e l’Asl To4.
Il via libera formale è maturato il 30 agosto. Il quadro emerso da una nuova risonanza magnetica ha permesso ai medici dell’ospedale egiziano e ai consulenti sanitari italiani di concordare sulla trasportabilità in sicurezza del piccolo paziente.
La caduta in piscina e l’arresto cardiaco
Il dramma è avvenuto il 3 agosto durante un soggiorno a Sharm el-Sheikh. Younes è scivolato nella piscina dell’albergo, urtando violentemente la testa e finendo sott’acqua.

Il principio di annegamento ha provocato un arresto cardiaco, rendendo necessario l’immediato ricovero in terapia intensiva all’Ospedale internazionale Piramide. Nelle settimane successive le sue condizioni sono rimaste gravissime ma stazionarie.
La regia dei canali diplomatici
L’Ambasciata d’Italia al Cairo e il Console onorario locale hanno seguito il caso fin dalle prime ore. La rappresentanza ha coordinato il dialogo operativo tra la clinica egiziana, gli specialisti a Torino, le autorità di volo e l’organizzazione incaricata del rimpatrio protetto.
Oltre 80mila euro raccolti per le spese sanitarie
La vicenda ha innescato una vasta catena di aiuti. Di fronte all’assenza di una copertura assicurativa totale per i costi del trasporto e dell’assistenza estera, i genitori avevano attivato una campagna di raccolta fondi online.
La risposta popolare ha superato le 2.500 donazioni individuali, raccogliendo una cifra superiore agli 80mila euro. Anche la Farnesina ha garantito un contributo diretto tramite la sede diplomatica al Cairo per coprire una parte delle spese di degenza affrontate a Sharm el-Sheikh.
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