El Niño si ripresenta ogni 3-7 anni: le conseguenze sul clima in Italia tra caldo anomalo e cicloni

El Niño si ripresenta ogni 3-7 anni: le conseguenze sul clima in Italia tra caldo anomalo e cicloni
El Niño si ripresenta ogni 3-7 anni: le conseguenze sul clima in Italia tra caldo anomalo e cicloni

Le anomalie termiche continuano a scandire i ritmi del calendario italiano, con giornate di caldo persistente che al Sud hanno riacceso persino le richieste di posticipare il rientro a scuola. Oltre alla tendenza di fondo legata al riscaldamento globale, a incidere sul quadro meteorologico globale è il ritorno di El Niño.

Questo fenomeno climatico ciclico si ripresenta con una cadenza compresa tra i 3 e i 7 anni. Il suo innesco dipende da un marcato surriscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico orientale.

Dalle coste del Sud America alle ripercussioni globali

Nonostante la distanza geografica dall’Europa, lo scompenso energetico generato nel Pacifico destabilizza la circolazione generale dell’atmosfera e degli oceani. Lungo la fascia costiera occidentale dell’America Meridionale l’evento causa piogge torrenziali, inondazioni e frane.

Nelle zone più distanti dal bacino di origine la dinamica si ribalta. Molte regioni del globo sperimentano lunghi periodi di siccità a causa della diversa distribuzione delle precipitazioni planetarie, concentrate attorno alle aree di massima evaporazione oceanica.

Curiosità Scientifiche
Curiosità Scientifiche

Lo scenario atteso per la penisola italiana

Una fase intensa di El Niño delinea per l’Italia la probabilità di un autunno con temperature sopra la norma e scarse precipitazioni. Anche la stagione invernale rischia di presentarsi mite, con apporti nevosi ridotti sui rilievi montuosi.

Se sulle Americhe gli impatti invernali portano tempeste di neve su Canada, Stati Uniti e catena andina, sul continente europeo le traiettorie risultano più complesse e meno lineari da mappare in anticipo.

Il rischio di cicloni mediterranei ed eventi estremi

L’assenza di perturbazioni regolari non esclude episodi di maltempo violento. Una colonna d’aria surriscaldata accumula ingenti quantità di vapore ed energia termica.

Quando le correnti instabili riescono a fare breccia nel bacino del Mediterraneo, l’energia accumulata alimenta temporali a forte impatto o formazioni cicloniche insidiose, simili al ciclone Harry registrato in passato sui mari meridionali.

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