Il riconoscimento all’Hilton Molino Stucky
La presenza di Marina Abramović a Venezia coincide con la consegna dell’Award of Inspiration di amfAR, riconoscimento assegnato a figure dell’arte che sostengono cause umanitarie. L’evento si svolge il 6 settembre 2026 presso l’hotel Hilton Molino Stucky, sull’Isola della Giudecca, in contemporanea con l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
L’artista serba divide la scena della serata con Pamela Anderson, destinataria dell’Award of Courage. Il gala finanzia la ricerca scientifica attraverso un’asta dal vivo che include pezzi d’arte contemporanea ed esperienze esclusive.
Marina Abramović all’amfAR Gala Venezia 2026 presso l’Hilton Molino Stucky.
L’abito “La Primadonna” e il dialogo con la moda
Sul red carpet della Giudecca, Abramović ha sfoggiato il look “La Primadonna”, un kaftano nero in seta caratterizzato dal monogramma GG all-over e profili rifiniti con piume di struzzo. Il capo appartiene a “La Famiglia”, collezione di debutto Primavera/Estate 2026 disegnata da Demna per Gucci.
La creazione unisce l’archivio grafico della maison fiorentina con tagli scenografici e volumi d’ispirazione teatrale. Durante il ricevimento inaugurale l’artista si è intrattenuta con Michèle Lamy, confermando la consueta vicinanza tra la sua ricerca visiva e le avanguardie sartoriali.
Marina Abramović e Michèle Lamy durante l’amfAR Gala Venezia 2026.
Il legame con Venezia da “Balkan Baroque” a oggi
L’approdo di Abramović nel circuito museale globale ha le sue radici proprio nel capoluogo veneto. Alla Biennale d’Arte del 1997 l’artista conquistò il Leone d’Oro con “Balkan Baroque”, azione durata quattro giorni consecutivi per sei ore al giorno.
Seduta su una catasta di 1.500 ossa bovine insanguinate, pulite metodicamente con acqua e spazzola intonando canti funebri balcanici, Abramović denunciò il dramma dei conflitti nella ex Jugoslavia. Questa tipologia di intervento fisico estremo ha ridefinito i confini della performance, portandola dai margini underground alle sale delle istituzioni internazionali fino all’inclusione tra le 100 personalità più influenti del TIME nel 2014.
Riguardo all’impatto dell’arte e dell’azione pubblica, Abramović ha dichiarato: «Ci sono giornalisti che mi chiedono: “Come artista, cosa farai?”. Io rispondo che so cosa sto facendo, ma tu cosa stai facendo come giornalista, come regista, come lavoratore? Tutti noi abbiamo il compito di promuovere il cambiamento».



