Una striscia di liquido oleoso lunga 28 chilometri ha attraversato il Naviglio Grande, partendo da Magenta e raggiungendo le acque della Darsena di Milano. Le operazioni di bonifica proseguono senza sosta per arginare l’ondata contaminante e limitare l’impatto sull’ecosistema agricolo e naturale lombardo.
I tecnici di Arpa Lombardia hanno prelevato diversi campioni per determinare l’esatta composizione chimica della sostanza, presumibilmente gasolio. Gli esiti delle analisi di laboratorio saranno resi noti nei prossimi giorni.
Interventi di contenimento della sostanza oleosa nelle acque della Darsena a Milano
Le misure a tutela delle campagne e il blocco delle acque
Il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi ha sigillato immediatamente le bocche di alimentazione delle rogge irrigue. L’obiettivo primario consiste nel proteggere le risaie e le aree protette del Parco agricolo Sud Milano dal flusso contaminato.
Squadre di operatori sono al lavoro con panni e panne assorbenti galleggianti posizionate in Darsena, a Gaggiano e presso lo sbarramento idrico di San Cristoforo. Gianluca Comazzi, assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi, ha comunicato che la situazione resta sotto costante osservazione e che l’evento appare in via di esaurimento.
La dinamica a Magenta e il giallo sull’origine
L’allarme è scattato venerdì a Pontevecchio, frazione di Magenta, durante alcune operazioni programmate sulla rete fognaria gestita da Cap. Stando alle prime ricostruzioni fornite dal Comune di Corsico, il personale ha notato una massiccia fuoriuscita di idrocarburi appena è stata staccata una pompa per una sostituzione ordinaria.
Il Gruppo Cap ha chiarito la propria posizione con una nota formale, escludendo correlazioni dirette tra le attività di manutenzione e l’origine dell’inquinante. L’azienda ha precisato che il cantiere non prevedeva scavi e che i propri operatori sono stati i primi a notare il liquido versato da terzi, allertando subito le autorità e avviando le barriere di emergenza.
I danni alla fauna selvatica
L’impatto ambientale ha colpito direttamente la fauna locale lungo l’asta del canale. Ad Abbiategrasso gli agenti della polizia della Città metropolitana hanno recuperato un cigno reale completamente intriso di idrocarburi lungo l’alzaia, trasportandolo d’urgenza all’oasi Lipu La Fagiana di Magenta.
Nella medesima struttura protetta è giunta anche una tortora coperta dal liquido chimico. L’esemplare è morto poco dopo l’arrivo a causa delle gravi difficoltà respiratorie provocate dall’ingestione della sostanza tossica. Claudio De Paola, direttore del Parco del Ticino, ha denunciato serie ripercussioni sulla biodiversità e sulla fauna ittica.
Lo stop immediato alla pesca
La direzione generale Agricoltura, Sovranità Alimentare e Forestale della Regione Lombardia ha vietato del tutto la pesca lungo i tratti interessati del Naviglio Grande. La restrizione si estende anche ai canali secondari limitrofi nel caso in cui emergano chiazze sospette in superficie.


