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Ex Ilva, Piero Bitetti frena sulla chiusura: «La via è la decarbonizzazione»

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Piero Bitetti interviene sulle strategie industriali e ambientali legate all'ex Ilva di Taranto
Il primo cittadino ribadisce la linea istituzionale incentrata sulla transizione ecologica degli impianti industriali.

Il sindaco di Taranto Piero Bitetti ha confermato ufficialmente la propria assenza dal corteo cittadino promosso dal collettivo Onda del futuro, ribadendo una linea politica distante dalla chiusura totale dello stabilimento siderurgico ex Ilva. Al centro dell’azione amministrativa resta invece la decarbonizzazione progressiva mediante idrogeno verde e lo spegnimento delle fonti inquinanti. Una scelta che punta a tutelare la salute pubblica senza sacrificare i livelli occupazionali dei lavoratori diretti e dell’indotto.

La decisione segna una netta demarcazione tra la mobilitazione di piazza, orientata allo stop integrale degli impianti e alla bonifica del Sito di interesse nazionale (SIN), e la piattaforma istituzionale sottoscritta dal primo cittadino insieme a Regione, Provincia e sindacati.

La piattaforma istituzionale: decarbonizzazione e idrogeno verde

La piattaforma istituzionale: decarbonizzazione e idrogeno verde

La linea rivendicata da Piero Bitetti affonda le proprie radici negli impegni programmatici assunti a Palazzo di Città, formalizzati a partire dal documento di maggioranza del 31 luglio 2025 e ribaditi nell’intesa sulla decarbonizzazione siglata nell’agosto successivo. La strategia punta a un cambiamento strutturale della produzione industriale, evitando soluzioni drastiche che rischierebbero di compromettere la tenuta sociale ed economica del territorio ionico.

Il percorso condiviso vede un fronte istituzionale compatto. L’accordo più recente ha coinvolto figure chiave dell’amministrazione pugliese:

  • Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
  • Il presidente della Provincia di Taranto Gianfranco Palmisano.
  • I capigruppo del Consiglio regionale pugliese.
  • Le sigle sindacali attive all’interno dell’ex Ilva.

Questa intesa unitaria richiede al Governo nazionale risposte rapide e impegni vincolanti per avviare la riconversione verde. L’obiettivo dichiarato consiste nel vincolare il futuro produttivo all’impiego dell’idrogeno verde, affiancando a questa trasformazione tecnologica precise tutele per il personale attraverso piani di esodo agevolato e ricollocazione professionale sostenuta da nuovi investimenti.

Ho espresso una posizione politica diversa, orientata verso lo spegnimento delle fonti inquinanti.

Il divario strategico con le associazioni civiche

Il confronto sul destino dell’area industriale riflette visioni contrastanti sul futuro della città. Da un lato si colloca la richiesta delle realtà civiche e dei comitati promotori del corteo, determinati a esigere lo spegnimento definitivo dell’intero polo e la riqualificazione ambientale totale del comprensorio. Dall’altro si posiziona l’amministrazione comunale guidata da Piero Bitetti, convinta che sia possibile far convivere il diritto alla salute con la continuità industriale eco-compatibile.

Molti ritengono erroneamente che il mancato presidio a una mobilitazione coincida con un rifiuto del dialogo con la cittadinanza. Il sindaco ha tuttavia chiarito che non presenziare all’iniziativa rappresenta un atto di coerenza politica verso gli elettori e verso gli accordi firmati, scegliendo una fase di ascolto attento per favorire la distensione del clima sociale.

Piattaforma Istituzionale (Bitetti) Piattaforma del Corteo Civico
Decarbonizzazione progressiva e adozione dell’idrogeno verde Chiusura immediata e totale del polo siderurgico
Spegnimento mirato delle sole fonti emissive inquinanti Bonifica integrale del Sito di interesse nazionale (SIN)
Tutela occupazionale, incentivi all’esodo e ricollocazione Cessazione definitiva di tutte le attività produttive

Le richieste al Governo e la ricerca della serenità territoriale

Le richieste al Governo e la ricerca della serenità territoriale

L’attenzione dell’esecutivo locale è ora rivolta a Roma, da cui si attendono riscontri immediati sulla sostenibilità economica e temporale della transizione energetica. La tenuta dell’accordo territoriale dipende dalla rapidità con cui verranno stanziate le risorse per i nuovi impianti e per gli ammortizzatori sociali necessari all’indotto.

Vogliamo tutti la stessa cosa: il bene di Taranto.

Secondo il primo cittadino, la sintesi tra tutela sanitaria e lavoro rimane un traguardo raggiungibile, purché il dibattito pubblico ritrovi equilibrio. La complessa vicenda dell’acciaieria richiede stabilità per evitare ulteriori fratture all’interno della comunità tarantina.

💚 La vertenza industriale ionica resta a un bivio decisivo tra radicalità ecologista e pragmatismo istituzionale.

📱 Il confronto sul futuro produttivo e ambientale coinvolge l’intera comunità locale.

👇 Lascia un commento qui sotto per condividere la tua opinione sulle scelte dell’amministrazione.

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