Fine vita, l’effetto Veneto contagia le Regioni: Puglia e Piemonte accelerano sui nuovi testi

Fine vita, l'effetto Veneto contagia le Regioni: Puglia e Piemonte accelerano sui nuovi testi
Fine vita, l'effetto Veneto contagia le Regioni: Puglia e Piemonte accelerano sui nuovi testi

Il via libera concesso a Venezia alla legge sul fine vita ha innescato un effetto domino nelle aule regionali di tutta Italia. Dalla Puglia al Piemonte, con l’interessamento diretto anche dell’Abruzzo, si moltiplicano le iniziative e i testi normativi modellati sul compromesso trasversale raggiunto a Palazzo Ferro Fini.

Sull’intervento dei consiglieri veneti si è espresso ad Avvenire l’arcivescovo padovano Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Secondo il prelato serviva «prendere ancora più tempo» prima di legiferare, pur riconoscendo come «elemento positivo» l’obbligo assunto dall’ente pubblico di assicurare un percorso di sostegno psicologico e cure palliative.

La svolta in Puglia: asse trasversale e obbligo di cure palliative

In Puglia il confronto entra nel vivo questa settimana all’interno della commissione Sanità, interrompendo una paralisi che negli ultimi dieci anni aveva visto fallire due distinti progetti di legge. Il capogruppo regionale del Partito Democratico Stefano Minerva e il segretario dem Domenico De Santis hanno confermato la volontà di affrontare il merito: «Sappiamo che sarà una discussione complessa e che attraverserà sensibilità diverse, anche dentro gli schieramenti. Ma proprio per questo va affrontata».

Sul fronte opposto, i consiglieri Napoleone Cera (Lega) e Marcello Lanotte (Forza Italia) hanno formalizzato il deposito della proposta intitolata “Disciplina organizzativa del Servizio sanitario regionale per la presa in carico delle richieste concernenti la morte medicalmente assistita”. L’iniziativa punta a definire un perimetro chiaro sull’autodeterminazione, sostenendo che «è arrivato il momento in cui nessuno può più girarsi dall’altra parte su un tema che riguarda una parte maggioritaria della popolazione».

La bozza pugliese recepisce l’impianto veneto vincolando l’azienda sanitaria, una volta ricevuta l’istanza, a rappresentare tassativamente l’accesso alle cure palliative come percorso prioritario alternativo. La proposta tutela l’obiezione di coscienza del personale sanitario, impone l’autosomministrazione della sostanza letale da parte della persona malata e rafforza il controllo della commissione multidisciplinare con la presenza di uno specialista palliativista.

Il fronte piemontese e l’interesse dell’Abruzzo

Il testo approvato a Venezia fa scuola anche al di fuori delle Regioni attualmente impegnate nei lavori d’aula: l’Abruzzo ha infatti richiesto formalmente il documento per esaminarlo e valutarne l’applicazione su scala locale.

Mobilitazione a Torino e deposito firme il 13 ottobre

A Torino il dibattito registra la disponibilità al voto della consigliera democratica Monica Canalis, vincolata però a ricalcare l’esperienza veneta che ha ampiamente modificato l’impostazione originaria elaborata dall’Associazione Luca Coscioni. I coordinatori della campagna regionale Davide Di Mauro e Lidia Sessa hanno accolto con favore le convergenze bipartisan, sollecitando la politica locale a tradurre le dichiarazioni in atti concreti.

La proposta di legge a iniziativa popolare ha raccolto il sostegno di personaggi del mondo dello spettacolo come i Subsonica e Luciana Littizzetto, firmataria ai banchetti del capoluogo piemontese. La consegna ufficiale di tutte le sottoscrizioni è calendarizzata per il 13 ottobre, passaggio dopo il quale il Consiglio regionale del Piemonte aprirà la sessione per la presentazione degli emendamenti.

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