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Jensen Huang al centro del dossier Usa, spunta la relazione con la presunta spia cinese Alice Huang

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Jensen Huang al centro del dossier Usa, spunta la relazione con la presunta spia cinese Alice Huang
Jensen Huang al centro del dossier Usa, spunta la relazione con la presunta spia cinese Alice Huang

Jensen Huang, fondatore e amministratore delegato del colosso tecnologico Nvidia, è finito al centro di un caso di intelligence internazionale che mescola geopolitica, intelligenza artificiale e gossip d’altissimo livello. Secondo un documento riservato redatto da funzionari statunitensi con dati dei servizi segreti, l’imprenditore avrebbe intrattenuto una relazione sentimentale con Alice Huang, dirigente ritenuta reclutata dal Ministero della Sicurezza di Stato di Pechino. Una vicenda dai contorni da spy story che apre interrogativi sul confine tra vita privata e segreti industriali.

Per il pubblico che segue le grandi personalità globali della tecnologia e della finanza, Huang è l’uomo simbolo della rivoluzione dei chip, celebre per la sua giacca di pelle e la presenza fissa accanto ai leader mondiali. Oggi, però, la sua figura si trova sotto una luce inedita: quella dei sospetti degli 007 di Washington su una possibile trappola ai vertici dell’azienda più influente del momento.

Il memorandum dei servizi segreti e il legame con Alice Huang

La notizia è emersa attraverso ricostruzioni giornalistiche internazionali rilanciate dalla stampa italiana. Come riporta La Stampa, la presunta storia sentimentale del numero uno di Nvidia è finita sotto la lente dei servizi di sicurezza americani con l’accusa che la donna fosse legata all’intelligence cinese. Il documento classificato, circolato tra pochi alti funzionari della Casa Bianca, fa riferimento al rapporto con Alice Huang, dirigente della società singaporiana Megaspeed, importante cliente commerciale di Nvidia.

I due condividono lo stesso cognome per una semplice coincidenza anagrafica, trattandosi di un nome assai comune in Asia, e non hanno alcun legame di parentela. Tra gli elementi emersi figura anche uno scatto risalente a giugno 2024 a Taipei, diffuso online, in cui i due compaiono seduti vicini insieme ad altri manager del comparto tech. Di fronte alle indiscrezioni, la Casa Bianca e la Cia hanno preferito non rilasciare dichiarazioni ufficiali, mentre Pechino ha respinto ogni accusa definendola una speculazione priva di fondamento destinata a infangare la Cina.

Dal canto suo, Nvidia ha precisato che per un amministratore delegato è ordinaria amministrazione incontrare i vertici delle aziende clienti, spiegando che i contatti tra Huang e la donna rientravano nei normali appuntamenti di lavoro. Sull’esistenza del promemoria e sulla natura privata del legame, il gruppo ha scelto la via del silenzio assoluto.

Dalle forniture di microchip ai sospetti sull’azienda Megaspeed

Per comprendere l’origine dei controlli bisogna riavvolgere il nastro sui legami commerciali tra Nvidia e Megaspeed. L’azienda di Singapore è nata nel 2023 come costola di 7Road, gruppo cinese attivo nel settore dei videogiochi, con l’obiettivo di realizzare data center acquistando enormi quantitativi di processori avanzati per poi noleggiarne la potenza di calcolo.

I controlli sui chip e le inchieste a Singapore

Nel recente passato la società asiatica era già finita sotto i riflettori delle autorità di controllo. Secondo quanto ricostruisce Futuro Prossimo, Megaspeed aveva acquistato tramite una filiale in Malaysia processori per circa 1,8 miliardi di euro, operazione finita al centro di verifiche per accertare se l’infrastruttura servisse da remoto clienti cinesi aggirando le restrizioni commerciali imposte dagli Stati Uniti. Su queste attività la polizia di Singapore ha avviato accertamenti formali, mentre ulteriori rilievi hanno segnalato volumi di importazione superiori a quelli riscontrati nei controlli sul campo.

Nvidia ha sostenuto che i chiarimenti sulle forniture furono già forniti in passato. Tuttavia, il sospetto dell’intelligence Usa non riguarda più soltanto i contratti di fornitura, ma la possibilità che una figura vicina a Pechino abbia cercato un contatto diretto con Huang.

Il ruolo di Donald Trump e i viaggi di Stato

Il fascicolo era noto ai vertici politici americani già da tempo. Donald Trump era stato informato circa un anno fa delle manovre attorno ad Alice Huang, decidendo in quel momento di non intervenire per non compromettere le trattative commerciali e l’equilibrio con Pechino. I funzionari ritenevano che Jensen Huang fosse del tutto all’oscuro delle mire dei servizi cinesi e non lo avevano avvertito del pericolo.

Il manager è rimasto vicinissimo all’amministrazione: Huang era salito a bordo dell’Air Force One durante uno scalo in Alaska, aveva partecipato al banchetto ufficiale per Xi Jinping e all’inizio dell’anno aveva convinto il presidente ad autorizzare la vendita di alcuni componenti avanzati alla Cina a fronte di una quota del 25% dei profitti destinata al governo statunitense. Interrogato sulla fiducia verso il fondatore di Nvidia, Trump ha fatto sapere di volerlo mantenere come interlocutore, a meno che non emergano incompatibilità insuperabili.

Cosa rischia adesso Jensen Huang sul piano pubblico e politico

Il passaggio dalla cronaca finanziaria al dossieraggio di sicurezza nazionale apre una fase delicata per l’immagine pubblica di Jensen Huang. Non esistono al momento accuse giudiziarie a suo carico, né prove pubbliche che confermino il passaggio di segreti industriali o informazioni riservate durante gli incontri con la manager.

La pressione delle istituzioni americane è comunque concreta. Alcuni parlamentari repubblicani hanno formalizzato la richiesta di convocare l’amministratore delegato a testimoniare a porte chiuse davanti a tre commissioni della Camera per chiarire la sicurezza delle reti di Nvidia e la gestione dei rapporti con partner internazionali sensibili. Per un manager abituato a dominare le convention tecnologiche mondiali, il confronto con il Congresso rappresenterà un banco di prova inedito.

Voce Dato
Nome Jensen Huang
Ruolo Amministratore delegato e fondatore di Nvidia
Persona coinvolta Alice Huang (dirigente Megaspeed)
Società cliente citata Megaspeed (Singapore)
Valore chip contestati a filiale Megaspeed Circa 1,8 miliardi di euro
Organo richiedente chiarimenti Commissioni della Camera degli Stati Uniti

Il prossimo passo per il capo di Nvidia sarà decidere se accettare l’invito a chiarire la propria posizione davanti alle commissioni parlamentari a Washington, mentre gli avvocati di Megaspeed hanno annunciato piena collaborazione con le autorità federali. Riuscirà l’imprenditore a lasciarsi alle spalle i sospetti dei servizi segreti e a proteggere la propria leadership tecnologica?

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