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Laurinque elenya: scoperto nel Pacifico il corallo dorato gigante che riscrive la biologia marina

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Colonia di corallo dorato Laurinque elenya sui fondali rocciosi del Pacifico
La nuova specie Laurinque elenya forma imponenti strutture dorate nelle profondità oceaniche.

Una spettacolare colonia ramificata di colore giallo acceso, alta oltre un metro e larga fino a 1,2 metri, ha ridefinito la tassonomia marina: si chiama Laurinque elenya ed è il nuovo corallo scoperto nelle profondità del Pacifico orientale. L’organismo abita una fascia compresa tra i 360 e i 529 metri sotto la superficie marina ed è caratterizzato da particolarità morfologiche e genetiche tali da richiedere l’istituzione immediata di una famiglia zoologica del tutto inedita, denominata Laurinqueidae.

I ricercatori che hanno documentato la specie attraverso il veicolo subacqueo a controllo remoto SuBastian hanno svelato un paesaggio abissale incontaminato al largo della Costa Rica. L’organismo forma vere e proprie foreste dorate che si sviluppano su speroni rocciosi accanto a spugne bianche a forma di cesto, circondate da fitte distese di ofiure rosa. La sua identificazione formale su ZooKeys ha sorpreso gli specialisti per un insieme di elementi strutturali mai osservati prima in un unico animale.

Un gigante dorato negli abissi: l’origine del nome e le caratteristiche

Il nome scientifico Laurinque elenya attinge direttamente alla lingua elfica quenya ideata dallo scrittore J.R.R. Tolkien, traducibile letteralmente come «albero dorato delle stelle». La denominazione riflette l’aspetto maestoso delle colonie, provviste di fitte ramificazioni e di polipi allungati dotati della tipica simmetria a otto raggi propria degli ottocoralli.

Questi minuscoli polipi, capaci di ritrarsi parzialmente all’interno dei rami, possiedono uno scheletro di sostegno composto da elementi microscopici chiamati scleriti. La peculiare combinazione di forme di tali strutture calcaree ha rappresentato il primo indizio visivo di un’evoluzione separata rispetto a tutti gli altri raggruppamenti noti.

Ho visto per la prima volta il giardino di ottocoralli nel 2019 e sono rimasta colpita dalla bellezza del paesaggio, che in seguito ha ispirato il nome elfico del taxon. Pensavo che la specie potesse appartenere a una famiglia e a un genere già noti, ma dopo l’analisi morfologica preliminare mi sono resa conto che si trattava di qualcosa di molto diverso, che non riuscivo a ricondurre ai taxa conosciuti.

A guidare il team di ricerca è stata Odalisca Breedy dell’Università della Costa Rica, affiancata da colleghe specializzate nell’analisi molecolare avanzata come Cathy McFadden, Catalina Murillo e Andrea Quattrini.

Il rebus del DNA: come è nata la famiglia Laurinqueidae

Il rebus del DNA: come è nata la famiglia Laurinqueidae

La catalogazione definitiva non è stata immediata e ha richiesto campagne oceanografiche svolte tra il 2019 e il 2023. Il team ha affrontato un vero e proprio enigma genetico prima di arrivare alla pubblicazione scientifica.

Divergenze genetiche e risoluzione molecolare

All’inizio delle indagini, il confronto di tre marcatori del DNA aveva fornito risultati contrastanti:

  • Il primo marcatore mitocondriale riconduceva alla famiglia Incrustatidae;
  • Il secondo marcatore mitocondriale indicava una correlazione con la famiglia Eunicellidae;
  • Il terzo elemento, derivato dal DNA ribosomiale, risultava del tutto inconcludente.

Per chiarire il quadro sistematico, le scienziate hanno raccolto ulteriori campioni ed esaminato centinaia di regioni genetiche. L’analisi ha stabilito che l’organismo è imparentato da vicino con le Eunicellidae, ma presenta una divergenza tale da costituire il genere tipo e la prima specie della famiglia Laurinqueidae.

Mito contro realtà: piante sottomarine o animali complessi?

Spesso l’immaginario comune tende a confondere i coralli profondi con formazioni vegetali o formazioni rocciose inerti a causa della loro ramificazione immobile. Laurinque elenya conferma la natura interamente animale di questi organismi, composti da colonie di individui cooperanti che creano habitat complessi per la fauna abissale.

Un’altra errata convinzione riguarda la distribuzione della vita sul nostro pianeta: secondo le stime della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), circa il 70% delle specie abissali deve ancora essere descritto formalmente.

Parametro Dati della specie
Profondità rilevata Tra 360 e 529 metri
Dimensioni massime Oltre 1 metro di altezza per 1,2 metri di larghezza
Temperatura dell’acqua Compresa tra 8 °C e 11 °C
Condizioni ambientali Bassa concentrazione di ossigeno su roccia
Famiglia tassonomica Laurinqueidae (nuova istituzione)

L’importanza ecologica nelle zone a basso ossigeno

L'importanza ecologica nelle zone a basso ossigeno

Le foreste sottomarine create da questo corallo prosperano in condizioni estreme, caratterizzate da una temperatura compresa tra 8 e 11 °C e da livelli di ossigeno molto bassi. La complessa architettura tridimensionale dei rami offre riparo e zone di caccia a una vasta serie di organismi, sostenendo la biodiversità delle acque profonde.

Segnalazioni preliminari non ancora confermate indicano la possibile presenza di Laurinque elenya anche nei fondali al largo di Panama e delle isole Galápagos, aprendo nuove rotte di indagine per la salvaguardia degli ecosistemi marini vulnerabili.

✨ Le meraviglie nascoste negli abissi oceanici continuano a ridefinire i confini della conoscenza biologica.

💚 La tutela di questi ecosistemi profondi e fragili richiede sempre maggiore consapevolezza scientifica.

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