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Michal Oksinski e la strage di Cracovia: chi è il killer e cosa emerge dalle indagini

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Michal Oksinski e la strage di Cracovia: chi è il killer e cosa emerge dalle indagini
Michal Oksinski e la strage di Cracovia: chi è il killer e cosa emerge dalle indagini

Michal Oksinski autore della strage di Cracovia: chi è il ventiquattrenne e i dettagli emersi sull’attacco

Michal Oksinski è il ventiquattrenne polacco identificato dalle autorità come il responsabile dell’attacco armato avvenuto nella centrale Piazza del Mercato a Cracovia, costato la vita a 6 persone e nel quale sono rimaste ferite altre 16 persone. Prima di seminare il panico tra residenti e turisti con un fucile d’assalto, il giovane ha ucciso i suoi tre familiari all’interno dell’abitazione in cui viveva.

Le forze dell’ordine e la magistratura polacca hanno aperto una procedura per accertare la matrice dell’eccidio, raccogliendo elementi sull’addestramento dell’aggressore, sul suo passato e sulle motivazioni che lo hanno spinto all’azione armata. Restano da chiarire tutti i contatti maturati dall’uomo prima del tragico raid.

Chi è Michal Oksinski e da dove viene

Michal Oksinski è un cittadino polacco nato nel 2002, residente a Ostrowiec Swietokrzyski, un centro situato a circa due ore di tragitto in auto da Cracovia. Fino al momento della sparatoria non risultavano precedenti penali a suo carico né segnalazioni giudiziarie di rilievo.

Il giovane viveva in un appartamento del centro cittadino insieme al nucleo familiare d’origine. Nelle testimonianze raccolte non emergono denunce pregresse o provvedimenti restrittivi nei suoi confronti prima della sequenza di delitti.

Tra le abitudini consolidate di Michal Oksinski c’era la regolare frequentazione di un poligono di tiro, dove si recava in compagnia del padre per esercitarsi con armi da fuoco.

Cosa è successo prima dell’attacco a Cracovia

Prima di raggiungere la piazza principale di Cracovia, l’aggressore ha compiuto un triplice omicidio all’interno della propria casa a Ostrowiec Swietokrzyski. La polizia ha scoperto i corpi senza vita dei tre conviventi, tutti deceduti per colpi di arma da fuoco.

Le vittime sono il padre di 52 anni, la madre di 51 anni e la sorella di 21 anni. I rilievi eseguiti dagli agenti nell’appartamento hanno confermato che i decessi risalivano a poche ore prima della sparatoria avvenuta in centro.

Subito dopo aver colpito i parenti, il ventiquattrenne ha caricato l’equipaggiamento a bordo di una vettura per mettersi in viaggio verso il capoluogo della Piccola Polonia.

Le armi e l’equipaggiamento tattico utilizzato

Per compiere l’attacco, il sospettato ha scelto un abbigliamento di tipo bellico: indossava un’uniforme militare, un elmetto di protezione, una maschera per occultare il volto e un giubbotto tattico. A bordo del veicolo portava munizioni e un fucile semiautomatico AR-15, arma impiegata sia per colpire la folla sia durante il successivo scontro a fuoco con le pattuglie.

Come si è svolta la sparatoria in Piazza del Mercato

L’assalto è iniziato intorno alle 15:00, quando l’uomo è giunto nella centrale Piazza del Mercato a bordo di una Subaru nera e ha iniziato a sparare all’impazzata verso passanti, turisti e conducenti di taxi.

L’intervento dei reparti di polizia è scattato in pochi minuti, dando vita a un inseguimento per le vie limitrofe. La corsa della vettura dell’attentatore si è interrotta a un incrocio dopo la collisione con un’auto ferma sulla carreggiata.

Sceso dal veicolo armato di fucile, Michal Oksinski ha ingaggiato una sparatoria con due poliziotti accorsi sul posto. Come ricostruito da Adnkronos, entrambi gli agenti sono rimasti feriti durante lo scontro a fuoco, ma uno di loro è riuscito comunque a neutralizzare l’assalitore con un colpo mirato.

Cosa hanno rivelato i compagni di studio su Michal Oksinski

I conoscenti e i compagni di corso universitari descrivono il giovane come un soggetto dai comportamenti singolari, spesso isolato e dedito a disegni a tema bellico o estremista. Nessuno tra gli studenti aveva però considerato tali segnali come un effettivo pericolo imminente.

Una testimonianza diretta rilasciata all’emittente Pol Sat da un compagno di università ha chiarito l’atteggiamento dell’omicida prima del compimento degli studi:

«L’ultima volta che ci siamo visti è stata alla cerimonia di laurea, quando abbiamo ricevuto i diplomi e i risultati degli esami finali. Siamo tutti sotto choc, non me l’aspettavo. Era un tipo particolare e lo dimostrava in qualche modo: aveva le unghie nere, faceva disegni di se stesso in classe, simboli di origine sconosciuta e svastiche. Nessuno poteva aspettarsi che facesse qualcosa del genere. Nessuno lo prendeva sul serio perché lui stesso ci rideva sopra».

I quaderni del ragazzo contenevano schizzi di guerre e assalti a istituti scolastici, elementi che ora sono al vaglio dei periti per tracciare il quadro psicologico del responsabile.

Quali sono le ipotesi degli inquirenti sul movente terroristico

La procura polacca ha avviato formalmente un fascicolo per terrorismo, supportata dalle evidenze sul materiale sequestrato e sulle idee politiche radicali professate dal ventiquattrenne. L’ipotesi principale resta quella del gesto premeditato condotto da un singolo individuo, senza complici operativi sul posto.

Sulla matrice ideologica si è espresso il ministro dell’Interno polacco Marcin Kierwinski, definendo l’attentatore una persona con convinzioni ultranazionaliste e aggiungendo che «tutto sembra indicare che era affascinato dall’ideologia di estrema destra». Secondo quanto riportato da Montagne & Paesi, l’indagine si concentra ora sull’attività svolta in rete dal giovane per verificare eventuali contatti con gruppi o forum estremisti.

In Polonia le istituzioni hanno indetto il lutto nazionale per commemorare le vittime innocenti colpite durante il pomeriggio nella piazza storica.

Quali sono le condizioni attuali di Michal Oksinski

L’attentatore si trova ricoverato in ospedale sotto stretta sorveglianza delle forze di sicurezza dopo essere stato operato d’urgenza per le ferite riportate durante la sparatoria con gli agenti. Le sue condizioni cliniche rimangono definite critiche dalla portavoce della polizia.

Se le sue funzioni vitali dovessero stabilizzarsi, i magistrati procederanno con l’interrogatorio formale di garanzia e con la notifica delle accuse di strage, omicidio plurimo aggravato e tentato omicidio.

E adesso cosa accadrà con le indagini?

Gli inquirenti intendono scandagliare computer, memorie digitali e supporti telefonici di Michal Oksinski per chiarire ogni passaggio dell’acquisto del fucile e della pianificazione del viaggio mortale da Ostrowiec Swietokrzyski a Cracovia. La priorità resta certificare se il giovane abbia agito in completa solitudine o se abbia ricevuto istruzioni online.

Cosa ne pensate delle misure di sicurezza negli spazi pubblici europei dopo i fatti di Cracovia? Scriveteci la vostra opinione nei commenti.

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