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Missione MMX verso Marte: decollo il 19 ottobre per svelare l’origine di Phobos

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Rappresentazione della sonda spaziale MMX in orbita attorno alla luna marziana Phobos
La sonda MMX studierà Phobos e Deimos prima di atterrare per raccogliere campioni della luna marziana.

La **missione MMX Marte** è pronta al debutto con il decollo fissato per il 19 ottobre alle 21:41 (ora italiana) dal Centro Spaziale di Tanegashima, nel sud del Giappone, a bordo del vettore H3. L’ambizioso progetto internazionale guidato dall’agenzia giapponese **JAXA** punta a prelevare almeno 10 grammi di suolo e ciottoli dalla luna Phobos per riportarli sulla Terra nel 2031.

Si tratta di un’impresa spaziale senza precedenti storici: nessuna sonda ha mai riportato a terra frammenti prelevati dalle lune del pianeta rosso. Il viaggio richiederà circa un anno di navigazione interplanetaria per raggiungere l’orbita marziana nell’agosto 2027, dando inizio a una complessa serie di manovre orbitali e analisi strumentali.

## Obiettivi scientifici: svelare il passato del pianeta rosso

La missione Martian Moons Exploration nasce per risolvere un enigma astronomico fondamentale: comprendere se Phobos e Deimos siano antichi asteroidi catturati dal campo gravitazionale di Marte oppure i frammenti aggregati di un titanico impatto primordiale che ha scagliato porzioni di crosta marziana nello spazio profondo.

L’analisi chimica e isotopica diretta dei frammenti prelevati in situ rappresenta l’unico metodo definitivo per discriminare tra la cattura gravitazionale e l’origine da impatto catastrofico.

I campioni potrebbero inoltre contenere tracce autentiche di suolo marziano espulso durante gli impatti meteoritici subiti dal pianeta nel corso dei millenni. Con il programma congiunto Mars Sample Return di fatto cancellato a livello di finanziamenti congressuali negli Stati Uniti, il materiale raccolto da questa sonda rappresenta un’opportunità scientifica cruciale per studiare indirettamente l’evoluzione geologica marziana e le fasi iniziali del nostro Sistema Solare.

## Cooperazione internazionale e tecnologie a bordo

Il consorzio scientifico vede il coordinamento dell’agenzia nipponica **JAXA** in stretta sinergia con la **NASA**, l’agenzia francese **CNES**, il centro tedesco **DLR** e l’Agenzia Spaziale Europea (**ESA**). L’architettura del veicolo spaziale include 13 strumenti dedicati all’analisi geologica e morfologica.

Fra le dotazioni principali figurano le telecamere ad alta risoluzione Tengoo e Orochi per la mappatura dettagliata del terreno, l’altimetro laser Lidar, lo spettrografo a infrarossi MIRS e il rilevatore di raggi gamma e neutroni MEGANE fornito dalla controparte statunitense. La struttura operativa si articola su tre moduli distinti progettati per lavorare in sequenza:

* **Modulo di propulsione:** assicura il trasferimento dalla Terra all’inserimento in orbita marziana.
* **Modulo di esplorazione:** gestisce la discesa sul suolo a bassissima gravità e le operazioni di carotaggio.
* **Modulo di rientro:** custodisce il contenitore sigillato e ne garantisce la traiettoria di ritorno verso la biosfera terrestre.

### Il piccolo rover Idefix e la discesa sul suolo

All’inizio del 2029 la sonda rilascerà Idefix, un compatto rover delle dimensioni paragonabili a un forno a microonde sviluppato da **CNES** e **DLR**. Il robot cadrà a caduta libera da un’altezza compresa tra 40 e 100 metri, raddrizzandosi autonomamente sulla regolite grazie a un sofisticato sistema meccanico. Dotato di spettrometro Raman e radiometro, Idefix esplorerà l’ambiente per circa 100 giorni, testando la consistenza del suolo e guidando la scelta del sito migliore per l’atterraggio del modulo madre.

## Sfida alla gravità: come avverrà il prelievo dei campioni

Operare su Phobos richiede manovre estreme a causa di un campo gravitazionale ridottissimo, equivalente a circa lo 0,1% di quello terrestre: in questo scenario, un essere umano compirebbe un salto di 1,5 chilometri orizzontali senza sforzo. Nel 2030 il modulo principale effettuerà una discesa di circa due ore e mezza, testando per la prima volta due strategie di raccolta dedicate.

Elemento della missione Specifiche operative
Lancio da Tanegashima 19 ottobre ore 21:41 italiane (vettore H3)
Arrivo nell’orbita di Marte Agosto 2027
Discesa del rover Idefix Inizio 2029 (missione operativa di 100 giorni)
Prelievo primario (C-Sampler) Carotaggio fino a 2 cm di profondità
Prelievo di riserva (P-Sampler) Getto di azoto ad alta pressione
Rientro sulla Terra 2031 con atterraggio capsula in Australia

Il sistema primario giapponese C-Sampler estrarrà un nucleo di materiale protetto dalle radiazioni solari penetrando fino a 2 centimetri nel terreno. Il dispositivo secondario P-Sampler, fornito dalla **NASA** e montato su una gamba d’atterraggio, sfrutterà invece getti di azoto ad alta pressione per sollevare detriti superficiali verso la camera di raccolta. Una volta terminata la delicata operazione, la capsula lascerà il sistema marziano per atterrare tramite paracadute nei deserti australiani nel 2031, dove i campioni verranno recuperati e distribuiti ai laboratori internazionali.

🚀 L’esplorazione spaziale entra in una fase cruciale con una missione ricca di sfide tecnologiche.

✨ Il ritorno dei campioni nel 2031 potrebbe riscrivere la storia geologica del pianeta rosso.

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Frequently asked

Quando torneranno sulla Terra i campioni raccolti da MMX?

I campioni di Phobos atterreranno con un paracadute nei deserti australiani nel corso del 2031.

Che cos'è il rover Idefix e quale ruolo avrà nella missione?

Idefix è un piccolo robot delle dimensioni di un forno a microonde sviluppato da CNES e DLR. Esplorerà Phobos per circa 100 giorni per valutare il terreno e individuare il miglior sito di atterraggio per la sonda madre.

Come verranno prelevati i frammenti da Phobos?

Verranno usati due metodi: il carotatore C-Sampler per penetrare fino a 2 centimetri nel terreno e il P-Sampler con getti di azoto ad alta pressione per raccogliere detriti superficiali.

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