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Padova, corriere della droga con 50 ovuli nello stomaco: chi è l’uomo arrestato
Un cittadino nigeriano di 40 anni è stato arrestato a Padova dopo essere sceso da un convoglio ferroviario con 50 ovuli di cocaina custoditi all’interno dell’apparato digerente. Il carico, pari a oltre mezzo chilo di polvere bianca ad altissimo grado di purezza, avrebbe potuto rivelarsi letale in caso di cedimento di un solo involucro. Gli investigatori dell’Arma sono ora al lavoro per ricostruire l’esatta provenienza del tragitto e i referenti locali della consegna.
L’uomo si trova attualmente rinchiuso in carcere dopo aver trascorso molte ore sotto stretto monitoraggio medico per consentire l’espulsione controllata dei corpi estranei. Restano aperti diversi interrogativi sull’identità dei committenti che hanno assoldato l’insospettabile passeggero per una missione ad altissimo rischio.
Il controllo alla stazione di Padova e l’ispezione dello zaino
L’operazione è scattata all’alba del 7 novembre nello scalo ferroviario della città veneta. I militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Padova stavano svolgendo un consueto servizio di perlustrazione tra i binari e l’atrio quando la loro attenzione è stata catturata da un viaggiatore appena sbarcato sul marciapiede.
Il quarantenne mostrava evidenti segnali di spossatezza e malessere fisico. Incrociando lo sguardo della pattuglia, ha manifestato un atteggiamento teso e incerto, fattore che ha spinto le forze dell’ordine ad approfondire l’accertamento sul posto.
Come riportato da LaPresse, la perquisizione dei suoi effetti personali ha permesso di rinvenire all’interno dello zaino una confezione di vaselina e diverse scatole di farmaci lassativi. Si tratta del kit tipico adoperato dai cosiddetti trasportatori per via intracorporea per favorire l’espulsione meccanica delle sostanze una volta giunti a destinazione.
Di fronte all’evidenza dei preparativi sanitari trovati nel bagaglio a mano, l’uomo non ha opposto alcuna resistenza. I militari hanno quindi disposto l’immediato trasferimento del sospettato verso il presidio ospedaliero cittadino per fugare ogni dubbio sulla presenza di corpi estranei nell’organismo.
La corsa in ospedale: cinquanta capsule tra stomaco e intestino
Una volta giunto all’Azienda Ospedaliera di Padova, il personale sanitario ha sottoposto il viaggiatore a una serie di esami diagnostici mirati. Le immagini della tomografia assiale computerizzata hanno restituito un responso inequivocabile: l’intero tratto gastrointestinale risultava occupato da decine di corpi solidi ovali.
La presenza delle capsule partiva dallo stomaco, attraversava le anse intestinali e giungeva fino al colon e al retto. Come documentato da Il Gazzettino, il quarantenne ha rischiato la vita: l’apertura anche parziale di un singolo involucro avrebbe disperso nell’organismo una quantità di principio attivo letale in pochissimi istanti.
Il protocollo medico ha imposto una prolungata degenza in osservazione clinica. Nelle ore successive, sotto l’occhio vigile dei sanitari e dei carabinieri, il paziente ha espulso complessivamente 50 ovuli, ciascuno con una massa compresa tra i 10 e gli 11 grammi, confezionati in robusti strati protettivi per resistere all’aggressione dei succhi gastrici.
| Cosa | Dettaglio |
|---|---|
| Soggetto fermato | Uomo di 40 anni, cittadino nigeriano |
| Luogo del fermo | Stazione ferroviaria di Padova |
| Quantità sequestrata | 50 ovuli, oltre mezzo chilo di cocaina |
| Valore al dettaglio | Oltre 35mila euro stimati sul mercato |
| Destinazione finale | Casa Circondariale Due Palazzi di Padova |
Il valore sul mercato e i dettagli clinici del trasporto
Il peso complessivo del carico ha superato i 500 grammi. Una volta immessa nelle piazze di spaccio per essere lavorata, tagliata e ripartita in dosi da smerciare al dettaglio, la partita di stupefacente avrebbe generato proventi illeciti per oltre 35mila euro.
La cocaina trasportata con questa metodologia si caratterizza solitamente per un livello di purezza notevole, destinata a essere raffinata solo dopo l’arrivo nel capoluogo. L’ingestione di tali quantità rappresenta tuttavia un azzardo estremo per chi accetta il ruolo di vettore umano dietro compensi forfettari.
Il percorso digestivo richiede ore di digiuno forzato e controlli continui, gestiti dai trafficanti mediante l’utilizzo preventivo di rimedi per bloccare temporaneamente la motilità intestinale durante il viaggio, per poi stimolarla una volta raggiunta la stanza o l’appartamento di riferimento.
Dalla cella del Due Palazzi alle indagini sulla filiera
Dopo aver completato lo svuotamento dell’apparato gastrico ed essere stato dichiarato formalmente fuori pericolo dai medici ospedalieri, l’uomo è stato dimesso dalla struttura sanitaria. A quel punto i carabinieri hanno formalizzato lo stato di fermo con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio in flagranza di reato.
Il quarantenne è stato condotto presso la Casa Circondariale Due Palazzi di Padova a disposizione dell’autorità giudiziaria competente. I militari stanno analizzando il titolo di viaggio e i contatti telefonici dell’indagato per definire la stazione di partenza, l’orario di salita a bordo e le utenze che attendevano la merce nella città del Santo.
L’obiettivo principale degli inquirenti resta l’individuazione del gruppo criminale incaricato della gestione logistica del traffico, capace di reperire corrieri disposti a mettere a repentaglio la propria incolumità fisica per trasferire carichi pesanti lungo la direttrice ferroviaria del nordest.
Nelle prossime ore si terrà l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari per la convalida del provvedimento cautelare a carico del quarantenne.
Riusciranno le analisi dei contatti del corriere a far luce sull’intera filiera dello spaccio padovano?
Foto: Padova






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