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Report stasera debutta senza Ranucci: tutte le inchieste, dalla plastica nei mari alle truffe sui tartufi

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Report stasera debutta senza Ranucci: tutte le inchieste, dalla plastica nei mari alle truffe sui tartufi
Report stasera debutta senza Ranucci: tutte le inchieste, dalla plastica nei mari alle truffe sui tartufi

Report stasera torna in onda alle 20:30 su Rai 3 con una novità centrale nella conduzione: al posto di Sigfrido Ranucci ci sono Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi a guidare la prima serata. Il programma riparte affrontando dossier che spaziano dalle falle normative nella gestione dei rifiuti marini al mercato nero dei beni di lusso a tavola, fino alle ricostruzioni giudiziarie più delicate degli ultimi anni.

La puntata mette sotto la lente quattro grandi capitoli investigativi, collegando decisioni ministeriali incompiute, la monetizzazione dei video virali sulla microcriminalità e gli affari internazionali che toccano da vicino la sicurezza dello stesso gruppo di lavoro della trasmissione.

Perché i pescatori italiani ributtano la plastica in mare?

Ogni persona rischia di ingerire settimanalmente fino a cinque grammi di microplastiche, un quantitativo equivalente al peso di una carta di credito. Il dato emerge da una ricerca condotta da un ateneo australiano e commissionata dal Wwf, ponendo l’accento sulla provenienza marina di gran parte di questi residui. Il paradosso italiano analizzato dall’inchiesta firmata da Emanuele Bellano con Madi Ferrucci riguarda però quanto accade sulle imbarcazioni che battono le coste della penisola.

Come riporta Adnkronos, la legge Salvamare approvata nel 2022 doveva rappresentare la svolta operativa: il testo consente ai pescatori di raccogliere e portare a terra le plastiche finite casualmente nelle reti, scaricandole senza costi negli impianti allestiti nei porti. A quattro anni dall’approvazione del provvedimento, i ministeri competenti non hanno ancora varato i decreti attuativi necessari a far partire il circuito di smaltimento.

In mancanza di centri di conferimento autorizzati nei porti, portare a terra i rifiuti plastici espone gli operatori marittimi a pesanti sanzioni amministrative.

I lavoratori del mare si ritrovano di fronte a un bivio obbligato. Rientrare in banchina con il materiale recuperato significa rischiare verbali e procedimenti sanzionatori, motivo per cui gli equipaggi sono costretti a ributtare in acqua tonnellate di rifiuti prima dell’attracco. Ma il degrado ambientale non è l’unica emergenza finita sotto la lente delle telecamere.

Chi guadagna con i video dei borseggiatori nella metropolitana di Roma?

L’inchiesta intitolata «Gli sciacalli», realizzata da Luca Bertazzoni con Samuele Damilano, sposta l’attenzione sui vagoni e le banchine della metropolitana della capitale. Da mesi le telecamere degli smartphone inseguono borseggiatori e presunti malviventi, diffondendo i filmati sulle piattaforme social e trasformando le gallerie sotterranee in un set permanente per la produzione di contenuti ad alto impatto emotivo.

Quella che all’apparenza viene presentata come un’attività spontanea di volontariato civico per la sicurezza dei pendolari si è in realtà trasformata in un modello di business rodato. L’approfondimento decostruisce il mito della semplice segnalazione urbana: dietro i canali gestiti da quelli che vengono definiti «influencer del degrado» opera un sistema capillare di monetizzazione digitale che genera milioni di visualizzazioni sfruttando l’allarme sociale e le ronde improvvisate.

Dai profitti dell’odio e della paura nelle grandi stazioni, la trasmissione vira poi su una trama investigativa che coinvolge apparati di sicurezza e vertici politici.

Cosa c’entra il cantiere di Adria con le minacce a Sigfrido Ranucci?

Con il servizio «Piste e depistaggi», curato da Daniele Autieri insieme a Cristiana Mastronicola e Giulia Sabella, il programma analizza una delle piste esaminate dalla Procura di Roma nell’ambito delle indagini sui tentati attentati ai danni di Sigfrido Ranucci. L’indagine tocca elementi che ruotano attorno al depistaggio attribuito a Valter Lavitola e ai retroscena dell’attività del Cantiere Navale Vittoria di Adria.

Dall’Adriatico fino alle coste del Mar Nero

La mappa delineata dai cronisti tocca snodi geografici e operativi differenti, mettendo in connessione ambienti vicini alla criminalità organizzata campana, vertici istituzionali, affaristi e settori dei servizi segreti. Il dossier documenta un percorso che parte dagli appalti in Veneto per arrivare all’estero, fino a lambire la monumentale tenuta affacciata sul Mar Nero indicata come la reggia non ufficiale del presidente russo Vladimir Putin.

Accanto alle inchieste giudiziarie e geopolitiche, l’appuntamento serale riserva un ultimo affondo alle contraffazioni che colpiscono la filiera gastronomica più esclusiva d’Europa.

Come finiscono i chiodi e la colla nei piatti dei ristoranti stellati?

L’indagine «Tartufi senza frontiere», condotta da Lucina Paternesi con la collaborazione di Cristiana Mastronicola, svela i trucchi utilizzati per manipolare il mercato del tartufo. La tracciabilità del prodotto risulta spesso compromessa fin dalle fasi di raccolta all’estero, alimentando un sistema di contraffazione che coinvolge fornitori internazionali e intermediari commerciali.

  • Partite di tartufi provenienti dall’Iran vengono alterate con colla per aumentarne il volume esteriore.
  • Nelle masse dei funghi ipogei vengono inseriti chiodi metallici per incrementarne artificialmente il peso alla bilancia prima della cessione.
  • I carichi raccolti nei boschi della Serbia o nelle foreste dell’Istria vengono reimmessi sui canali distributivi occidentali e spacciati per pregiati tartufi bianchi d’Alba.
  • Le verifiche sui campioni documentano la presenza di sostanze contaminanti oltre i tetti consentiti dalle norme comunitarie, mentre il prezzo finale triplica durante i passaggi di mano.

Il viaggio tra Balcani e mercati globali mostra l’assenza di certificazioni efficaci su prodotti che finiscono regolarmente sulle tavole della ristorazione gourmet a prezzi esorbitanti.

Inchiesta Tema centrale e firme
Rifiuti marini Mancata attuazione legge Salvamare (Bellano, Ferrucci)
Gli sciacalli Monetizzazione ronde e borseggi sui social (Bertazzoni, Damilano)
Piste e depistaggi Caso Ranucci e dossier Cantiere di Adria (Autieri, Mastronicola, Sabella)
Tartufi senza frontiere Frodi alimentari e contraffazioni (Paternesi, Mastronicola)

Come seguire la puntata e rivedere i servizi

La trasmissione va in onda secondo la consueta programmazione della domenica sera del servizio pubblico. Per seguire la diretta e recuperare i servizi integrali sono disponibili le seguenti opzioni:

  1. Sintonizzare il televisore su Rai 3 a partire dalle 20:30.
  2. Accedere via web o app alla piattaforma gratuita RaiPlay per la diretta streaming in contemporanea.
  3. Consultare la sezione on demand di RaiPlay nelle ore successive alla messa in onda per rivedere le singole inchieste e gli estratti documentali.

La nuova impostazione della stagione mette subito alla prova il pubblico con temi ad alto impatto giudiziario e ambientale.

Il lavoro del team guidato da Di Pasquale e Piervincenzi apre interrogativi pesanti sull’efficacia dei controlli pubblici sia in mare sia nella tutela dei consumatori.

Quale tra queste inchieste ritenete più urgente per il nostro Paese? Scrivetelo nei commenti.

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