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San Francesco e il presepe di Greccio: la storia del primo rito che arriva fino in piazza San Pietro
La storia del presepe di Greccio nasce dal desiderio di San Francesco di mostrare al popolo la povertà della natività attraverso una grotta, una mangiatoia e animali veri. Quell’evento ha trasformato una piccola comunità reatina nella culla della più diffusa usanza natalizia.
Dietro quell’allestimento semplice si nasconde una visione che ancora oggi muove intere comunità. Dai cortei storici fino alle produzioni televisive, la rappresentazione della sacra famiglia resta un punto di riferimento culturale capace di unire fede, folklore e spettacolo.
Dalla valle reatina al corteo per il Vaticano: la memoria viva della natività
L’idea concepita da San Francesco nel borgo montano di Greccio ha attraversato i secoli senza perdere la propria immediatezza visiva. Quella prima messa celebrata davanti a una mangiatoia ha inaugurato un linguaggio universale che ogni anno prende forma nelle piazze italiane.
Come riporta altomolise.net, l’eredità dei presepi viventi approda a Roma con il progetto legato alla manifestazione Viva la Befana, presentato a Campobasso nella sede di Palazzo Ex Gil. La delegazione di Carovilli, guidata dal comitato con Girolamo Carano, Andrea Cinocca, Mauro Gioielli, Antonio Scasserra e Mariacristina Salvatore, porterà la propria tradizione presepiale lungo via della Conciliazione fino a piazza San Pietro per l’Angelus papale.
Alla sfilata capitolina partecipano le figure del Presepe di Carovilli, curato dall’associazione Gli amici della storia e delle tradizioni di Carovilli, insieme alle ricostruzioni settecentesche firmate dal maestro Antonio Guarino. La rappresentazione sacra si unisce così ai suoni arcaici di zampogne, ciaramelle e bufù.
Il retroscena di Greccio: l’intuizione di San Francesco nella notte di Natale
Per comprendere l’origine del rito occorre guardare alle motivazioni del santo di Assisi. Dopo il suo viaggio in Oriente, Francesco desiderava far rivivere ai fedeli l’esperienza sensoriale della nascita di Gesù in condizioni di estrema povertà. Scelse Greccio perché il profilo roccioso di quel borgo gli ricordava Betlemme.
Non volle statue intagliate o scenografie sontuose. Chiese a un nobile locale di preparare una grotta con della paglia, conducendovi un bue e un asinello. I contadini della zona accorsero alla luce delle fiaccole, trasformando la notte invernale in un quadro vivente dove la liturgia incontrava la quotidianità della gente umile.
Da quel gesto spontaneo nacque il prototipo di ogni presepe moderno. La forza dell’intuizione francescana consisteva nel rendere visibile il mistero religioso attraverso persone e animali in carne e ossa, superando le barriere linguistiche dell’epoca.
| Cosa | Dettaglio |
|---|---|
| Origine storica | L’iniziativa di San Francesco a Greccio per mostrare la povertà della nascita |
| Elementi originari | Una mangiatoia con il fieno, una grotta, il bue e l’asinello senza simulacri |
| Evoluzione popolare | Nascita del presepe vivente e delle botteghe artigianali nei borghi italiani |
| Evento a Roma | Sfilata delle comunità tradizionali verso piazza San Pietro per l’Epifania |
| Figure artistiche | I figuranti di Carovilli e le opere storiche del maestro Antonio Guarino |
Le parole di Fabio Cofelice e il presepe protagonista sullo schermo
La persistenza di questo rito trova conferma nelle parole delle istituzioni che continuano a promuoverlo. Durante la conferenza a Campobasso, il consigliere regionale delegato Fabio Cofelice ha spiegato il senso della presenza della delegazione:
«Abbiamo raccolto l’invito della Santa Sede a essere presenti il 6 gennaio e porteremo le nostre eccellenze, le tradizioni musicali e artigianali, quelle legate al mondo del grano e soprattutto al Natale e ai presepi»
Anche il vicesindaco Andrea Cinocca ha ribadito come l’appuntamento valorizzi l’identità regionale: «Il 6 gennaio ci aspetta un evento importante che nasce da un progetto ambizioso: portare il Molise dal Santo Padre con un corteo che valorizzi tradizioni, musica e cultura della nostra Regione».
La centralità della natività non anima solo le piazze, ma entra anche nei palinsesti televisivi. Come ricostruisce Marida Caterini – TV Intrattenimento Informazione Talk Show, nel film di Tv8 Un mistero sotto l’albero, diretto da Matthew Toronto con Jen Lilley e Cody Mayo, la sparizione del presepe cittadino diventa l’innesco narrativo che spinge la protagonista a riallacciare i rapporti con la propria comunità.
I prossimi appuntamenti e il significato del rito per il pubblico
Il percorso che unisce la rievocazione francescana alle manifestazioni contemporanee dimostra la tenuta di un simbolo che supera le mode stagionali. La preparazione dei costumi, la costruzione delle capanne nei borghi storici e il coinvolgimento degli artigiani continuano a mobilitare centinaia di volontari ogni inverno.
A Roma l’evento organizzato dall’associazione Europae Fami.li.a, guidata da Sergio Balestrini, consentirà ai fedeli raccolti per la preghiera mariana di ammirare da vicino la continuità di una consuetudine nata tra le alture reatine.
Il corteo popolare sfilerà in via della Conciliazione la mattina del 6 gennaio, portando i figuranti e le antiche zampogne direttamente sotto la finestra papale.
Quale elemento della natività vivente consideri ancora insostituibile nelle celebrazioni del tuo territorio?
Foto: San Francesco






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