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Sciopero autotrasportatori: diesel a 2,30 euro al litro e stop generale il 30 ottobre

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Fila di camion fermi lungo un'arteria autostradale italiana durante la protesta dei trasportatori
I presidi dei mezzi pesanti mettono sotto pressione la logistica stradale e le catene di approvvigionamento alimentare.

Il prezzo del gasolio tocca la soglia critica di quasi 2,30 euro al litro e alimenta un’ondata di proteste su scala nazionale, destinata a culminare nello sciopero generale del 30 ottobre. I blocchi stradali e i presidi dei mezzi pesanti, scaturiti dal mancato rinnovo del taglio delle accise e da margini aziendali ridotti all’osso, stanno paralizzando le arterie nevralgiche del Paese con ripercussioni dirette sugli approvvigionamenti della grande distribuzione.

Le tensioni, divampate inizialmente tra Calabria e Puglia, hanno rapidamente risalito la penisola investendo Campania, Sicilia, Basilicata, Molise, Abruzzo e arrivando fino ai caselli del Lazio. La mobilitazione spontanea si sta ora saldando con le iniziative sindacali ufficiali, delineando un calendario caldo che mette a dura prova la filiera agroalimentare e i rifornimenti commerciali.

Le ragioni della protesta: caro gasolio e fine degli sgravi

Le ragioni della protesta: caro gasolio e fine degli sgravi

Alla base del malcontento che anima lo sciopero nazionale autotrasportatori c’è una spirale di rincari insostenibile per la categoria. Sulla rete stradale ordinaria il diesel si attesta a una media di 2,257 euro al litro, salendo fino a 2,297 euro al litro sui tratti autostradali. L’impennata è stata accentuata dal mancato prolungamento del decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, che prevedeva una riduzione temporanea dell’accisa scaduta il 5 ottobre senza ulteriori proroghe.

Per un veicolo pesante che percorre 100.000 chilometri all’anno con un consumo stimato di 30 litri ogni 100 chilometri, la spesa per il carburante raggiunge circa 68.000 euro, a fronte dei circa 59.000 euro necessari nel mese di giugno. Un aggravio netto vicino ai 10.000 euro per singolo mezzo che abbatte la redditività delle imprese minori, solitamente compressa tra il 3% e il 6%.

Prima della crisi il carburante pesava per il 27% sui costi delle imprese, oggi l’incidenza sarebbe invece salita al 35-40%.

A complicare il quadro economico c’è la questione dei rimborsi arretrati. Le aziende attendono lo sblocco effettivo del credito d’imposta destinato a coprire fino al 70% della maggiore spesa sostenuta tra marzo e agosto rispetto ai parametri antecedenti le tensioni internazionali nello Stretto di Hormuz. Il coordinamento unitario Unatras ha denunciato ritardi nell’erogazione di queste risorse, mentre l’esecutivo lavora alla rimodulazione di 430 milioni di euro in crediti fiscali e al potenziamento del Marebonus per incentivare le rotte marittime intermodali.

Date chiave e calendario delle mobilitazioni

Il fronte della contestazione si muove su un doppio binario: da un lato le assemblee permanenti e i fermi spontanei lungo le autostrade, dall’altro la data già fissata per l’astensione collettiva dal lavoro che coinvolgerà l’intero comparto dei trasporti e della logistica.

  1. Presidi e fermi spontanei in corso: Azioni a oltranza e rallentamenti concentrati sui nodi strategici di A1 Milano-Napoli, A2 Salerno-Reggio Calabria, A14 Bologna-Taranto, A18 Messina-Catania e A30 Caserta-Salerno, con manifestazioni che coinvolgono anche l’aeroporto di Lamezia Terme e gli snodi doganali dei porti di Napoli e Gioia Tauro.
  2. 30 ottobre: Sciopero generale nazionale indetto dall’Unione Sindacale di Base (USB), con una grande manifestazione a Roma che vedrà sfilare insieme lavoratori della logistica, autotrasportatori e delegazioni del settore agricolo.

L’attenzione resta puntata sul confronto istituzionale presso la Prefettura di Milano, dove il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini incontra le sigle di settore e i delegati dei presidi per tentare di sbloccare la vertenza prima che la serrata del 30 ottobre provochi una paralisi totale delle consegne.

Elemento vertenza Dati e richieste
Costo gasolio autostrada 2,297 €/litro (rete ordinaria a 2,257 €/litro)
Incidenza carburante su bilanci Aumentata dal 27% fino al 35-40% dei costi operativi
Fondi in discussione 430 milioni in crediti d’imposta e rinnovo flotta da 590 milioni
Data sciopero generale 30 ottobre con cortei a Roma e blocco merci

Supermercati e filiera agricola: le conseguenze dei blocchi

Supermercati e filiera agricola: le conseguenze dei blocchi

Esiste la convinzione diffusa che il blocco della circolazione dei mezzi pesanti incida unicamente sui tempi di transito dei pendolari. In realtà, l’arresto della catena logistica provoca ripercussioni immediate e tangibili sulla disponibilità quotidiana di generi di prima necessità nei punti vendita delle aree isolate.

I rallentamenti stanno provocando la comparsa di scaffali vuoti nei supermercati del Meridione, soprattutto nei reparti dei beni freschi e deperibili. Gli agricoltori si trovano nell’impossibilità di consegnare i raccolti, rischiando di mandare al macero tonnellate di frutta e verdura bloccate nei centri di stoccaggio. Nelle sole province siciliane la perdita economica per il mancato trasporto merci è stimata tra 40 e 50 milioni di euro in appena cinque giorni di fermo.

Lo scontro sulle misure compensative

Le proteste hanno raggiunto anche la cintura laziale, con concentrazioni di tir in prossimità dei caselli autostradali di Frosinone e Ferentino. La richiesta principale avanzata dalle rappresentanze sindacali rimane il ripristino immediato di un tetto alle accise o l’introduzione di un gasolio professionale a tariffa agevolata, ritenuto indispensabile per evitare il fallimento delle ditte a conduzione familiare che compongono la spina dorsale del trasporto su gomma.

💚 Segui gli aggiornamenti sulla viabilità per pianificare percorsi alternativi durante le giornate di agitazione.

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Sciopero autotrasportatori: diesel a 2,30 euro al litro e stop generale il 30 ottobre

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