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Castellammare di Stabia, va al cimitero e trova un’altra salma nel loculo di famiglia: il nome sui registri cancellato a penna fa scattare l’indagine
Un loculo acquistato con anni di anticipo per riposare accanto ai propri cari, regolarmente pagato e registrato, risulta improvvisamente occupato dalla salma di una persona sconosciuta. È accaduto al cimitero di Castellammare di Stabia, dove l’imprenditrice Genoveffa Cioffi ha fatto la macabra scoperta recandosi sul posto con un mazzo di fiori: davanti alla nicchia di famiglia c’era una lapide con le generalità di una donna nata nel 1938, mai conosciuta dai legittimi concessionari.
L’episodio ha fatto scattare immediatamente l’intervento delle forze dell’ordine e aperto una delicata inchiesta giudiziaria. Negli uffici del camposanto comunale è infatti emersa un’anomalia gravissima: il nominativo dell’originaria intestataria era stato cancellato dai registri cartacei con un tratto di penna blu e rimpiazzato con quello della persona poi effettivamente inumata.
La scoperta davanti alla tomba: il giallo del loculo occupato
La vicenda ha avuto inizio durante una normale visita commemorativa. Cioffi, accompagnata dalla figlia, si trovava al camposanto per pregare davanti alle sepolture dei genitori e del fratello quando ha notato una persona estranea in raccoglimento davanti alla nicchia destinata alla sua famiglia.
Quello spazio avrebbe dovuto essere vuoto, acquistato circa sette anni fa tramite una regolare concessione intestata alla figlia per garantire la vicinanza dei congiunti nel momento del riposo eterno. Al contrario, la lastra marmorea riportava chiaramente i dati anagrafici di un’altra defunta, lasciando le due donne incredule e sconcertate.
«Abbiamo denunciato tutto ai carabinieri, è stato come ricevere un pugno nello stomaco. Una vicenda assurda. Quel loculo l’abbiamo comprato già sette anni fa… Ora, però, dubito di tutto».
La reazione immediata della concessionaria è stata recarsi al comando dei Carabinieri, consegnando la copia del contratto originale stipulato con l’amministrazione e chiedendo riscontri immediati sulla titolarità dello spazio cimiteriale.
Registri corretti a penna: la Procura apre un fascicolo
I primi rilievi documentali hanno portato alla luce una manipolazione evidente negli archivi cimiteriali comunali. I militari dell’Arma hanno riscontrato che sul fascicolo amministrativo della concessione il nome legittimo era stato sbarrato a mano, sovrapponendo l’identità del nuovo soggetto privo di alcun vincolo di parentela con i primi titolari.
Sulla base di questi elementi, la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, sotto la guida del procuratore Nunzio Fragliasso, ha formalmente aperto un’inchiesta. L’ipotesi al vaglio degli inquirenti riguarda la falsificazione di atti pubblici e la gestione illecita delle inumazioni all’interno della struttura comunale.
Parallelamente, anche il commissario straordinario Dario Caputo, alla guida del Comune di Castellammare di Stabia, ha attivato una rigorosa indagine interna per chiarire la catena di autorizzazioni che ha consentito l’apertura del loculo e l’inserimento non autorizzato della bara.
Cosa emerge dalle indagini documentali
Gli accertamenti si concentrano sulla verifica materiale di ogni passaggio burocratico intercorso tra la prima assegnazione e la sepoltura contestata. Gli inquirenti stanno vagliando le responsabilità dirette di chi aveva accesso ai registri di stato civile e di polizia mortuaria.
- Acquisizione contrattuale: convalida del documento stipulato sette anni prima e regolarmente quietanzato dalla famiglia Cioffi.
- Perizia sui registri: accertamenti sul tratto di penna blu utilizzato per coprire il nome registrato e risalire all’autore della modifica.
- Tracciamento dei permessi: verifica delle firme apposte sulle autorizzazioni al seppellimento rilasciate per la salma estranea.
Concessioni cimiteriali e irregolarità: il confronto dei fatti
Molti cittadini ritengono che una concessione cimiteriale formalizzata rappresenti una garanzia intangibile e protetta da controlli automatici. La realtà emersa a Castellammare dimostra come la vulnerabilità degli archivi storici cartacei possa esporre i diritti dei titolari a pesanti abusi operativi o manomissioni indebite.
| Aspetto della procedura | Quadro documentato nel caso |
|---|---|
| Stato del titolo concessorio | Contratto valido stipulato circa 7 anni fa dall’intestataria legittima |
| Condizione materiale del loculo | Occupato dalla salma di una defunta nata nel 1938 senza vincoli di parentela |
| Stato dei registri comunali | Nominativo cancellato con tratto di penna blu e sostituito arbitrariamente |
| Azioni giudiziarie in corso | Inchiesta della Procura di Torre Annunziata e audit interno del Comune |
Il timore delle denuncianti, ora, investe l’intero comparto familiare. Madre e figlia hanno infatti richiesto formalmente all’autorità giudiziaria di estendere i controlli alle nicchie limitrofe, per ottenere la certezza biologica e documentale che i resti dei propri cari non abbiano subìto analoga sorte nel corso del tempo.
💬 Vicende simili aprono interrogativi profondi sulla tutela e la trasparenza dei registri cimiteriali nei nostri Comuni.
📱 Il confine tra errore materiale e condotta illecita sarà ora chiarito dai rilievi balistici e documentali dei militari.
👇 Hai mai effettuato una verifica dello stato delle concessioni tombali della tua famiglia? Raccontaci la tua esperienza nei commenti qui sotto.

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