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Elon Musk fissa il volo 15 di Starship per il 13 novembre e tenta la doppia cattura
Elon Musk punta tutto su venerdì 13 novembre per il quindicesimo volo di Starship, aprendo una finestra di lancio di 75 minuti fissata tra le 23:45 italiane e l’01:00 di sabato 14 novembre. L’imprenditore sudafricano naturalizzato statunitense, fondatore di SpaceX e figura centrale del panorama tecnologico, economico e mediatico globale, intende realizzare un traguardo finora mai tentato nella storia dell’esplorazione spaziale. Resta da capire se il via libera delle autorità federali arriverà in tempo per consentire una manovra che potrebbe ridefinire l’intera industria dei lanci orbitali.
La missione prevede di recuperare intatti entrambi gli stadi del veicolo mediante la torre di cattura Mechazilla, direttamente presso la base di Starbase in Texas. Se la procedura andrà a buon fine, il sistema composto dal booster Super Heavy e dalla navetta orbitale segnerà il primo recupero totale di un lanciatore orbitale.
Il piano di volo 15 tra la rampa di Starbase e le 14 orbite terrestri
Come illustrato nei dettagli tecnici della missione diffusi da AstroSpace, l’operazione coinvolgerà il Booster 22 e la Ship 42, pronti a decollare dalla Pad 2 texana. La pianificazione ha subito uno slittamento rispetto all’iniziale finestra di ottobre a causa della complessità del nuovo profilo di volo, che richiede l’autorizzazione formale della Federal Aviation Administration. Il programma prevede una permanenza nello spazio superiore alle 22 ore, durante le quali la navetta compirà circa 14 orbite intorno alla Terra a una quota indicativa di 275 chilometri.
La sequenza di rientro inizierà pochi minuti dopo la partenza. A circa 6 minuti e mezzo dal decollo, il Booster 22, appartenente alla versione Super Heavy V3, invertirà la rotta per farsi serrare al volo dai bracci meccanici di Mechazilla. Per la Ship 42 il rientro avverrà invece il giorno successivo. Dopo aver completato il giro orbitale e acceso un motore Raptor 3 per la frenata a circa 21 ore e 36 minuti dalla partenza, la navicella solcherà i cieli del Messico settentrionale e del Texas meridionale, per poi posizionarsi in verticale sopra Starbase e farsi afferrare poco dopo le 22:15 italiane di sabato.
Dalle prime sperimentazioni al traguardo del volo orbitale
Il percorso che ha condotto Elon Musk a questo snodo tecnico e industriale affonda le radici in una sequenza serrata di collaudi e progressi incrementali condotti sul golfo del Messico.
I primi agganci del booster e la prova del volo 14
La tecnologia dei bracci meccanici è stata collaudata con successo nei voli 5, 7 e 8, durante i quali tre booster della prima generazione sono stati ripresi a mezz’aria, con due unità che hanno poi volato una seconda volta. Da marzo 2025 non erano più stati eseguiti tentativi di recupero alla torre, in attesa del salto generazionale. La svolta verso l’orbita vera e propria è arrivata con il volo 14, il primo a inserire la navetta su una traiettoria completa prima dell’ammaraggio controllato.
La scommessa economica sui vettori riutilizzabili
La strategia industriale perseguita da Musk mira ad abbattere drasticamente i costi di accesso allo spazio. Come ha evidenziato TecnoAndroid, la combinazione dei 33 motori Raptor del booster e dei 6 della nave comporta un valore complessivo di circa 90 milioni di euro per ogni esemplare, con il solo stadio superiore stimato attorno ai 35 milioni. L’eventuale recupero integrale permetterebbe di ammortizzare le spese di costruzione su dozzine di missioni, facendo scendere il costo effettivo per singolo lancio a un intervallo compreso tra 2 e 9 milioni di euro, imputabile in larga parte a manodopera e propellente.
Cosa rappresenta questa missione per Elon Musk tra industria e politica
Sull’importanza strategica dell’operazione, Elon Musk ha espresso una posizione molto chiara: «SpaceX tenterà di catturare sia il booster Super Heavy sia Starship nel prossimo volo. Se entrambe le operazioni avranno successo, sarà la prima volta che tutte le parti di un razzo orbitale tornano sulla Terra intatte. Questa è la svolta fondamentale necessaria per rendere la vita multiplanetaria».
La sfida tecnologica si intreccia con un momento politico delicato. Musk, impegnato nel ruolo istituzionale all’interno del Department of Government Efficiency (DOGE), si trova a gestire una fase di attrito con l’amministrazione del Texas dopo l’elezione della governatrice democratica Gina Hinojosa. Parallelamente, il senatore texano James Talarico ha espresso valutazioni positive sulle attività industriali dell’imprenditore.
In questo scenario, Musk ha voluto ribadire l’autonomia economica di SpaceX dalle commesse statali: «Tesla non ha contratti con il governo e il presidente Trump ha eliminato gli incentivi federali per i veicoli elettrici. I contratti di SpaceX con il governo offrono SIA il prodotto migliore SIA il prezzo più basso! Inoltre i ricavi dal governo saranno inferiori al 10% del fatturato di SpaceX in questo trimestre e sotto il 5% tra un anno». L’imprenditore ha poi aggiunto: «Siamo felici di cancellare quelli che il governo non vuole. Basta dirlo!».
| Voce | Dato |
|---|---|
| Protagonista | Elon Musk |
| Azienda | SpaceX |
| Programma | Starship |
| Missione | Volo 15 |
| Veicoli impiegati | Booster 22 e Ship 42 |
| Sito di lancio | Pad 2, Starbase (Texas) |
| Data obiettivo | 13 novembre |
| Finestra italiana | Dalle 23:45 alle 01:00 del 14 novembre |
Il prossimo passo decisivo sarà la concessione della licenza di volo da parte della Federal Aviation Administration prima dell’apertura della finestra del 13 novembre. Riuscirà SpaceX a completare senza imprevisti la doppia cattura di entrambi gli stadi al primo tentativo?
Foto: Elon Musk






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