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Luigi Lovaglio porta Mps a utili record prima dell’Opas di Intesa Sanpaolo
Luigi Lovaglio chiude i primi nove mesi dell’anno con un utile netto record di 1,66 miliardi di euro per Monte dei Paschi di Siena, registrando una crescita del 21% proprio alla vigilia dell’operazione che cambierà per sempre l’assetto della banca. Il banchiere lucano si prepara a cedere la guida della storica istituzione senese mentre l’offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo si avvicina a grandi passi.
Nonostante la recente bocciatura assembleare del suo piano autonomo per un polo allargato, Lovaglio non arretra di un millimetro sui risultati operativi. I numeri confermano il rilancio dell’istituto salvato dallo Stato e alzano la posta in gioco per l’integrazione con il colosso guidato da Carlo Messina, lasciando però aperti diversi nodi sul futuro equilibrio del settore finanziario italiano.
I conti record di Rocca Salimbeni: cosa ha annunciato Luigi Lovaglio
I dati finanziari presentati durante la conference call con gli analisti segnano una tappa determinante per Siena. Come evidenzia Quotidiano Nazionale, la guidance sul risultato ante imposte per l’intero esercizio è stata ritoccata verso l’alto fino a 3,6 miliardi di euro, mentre i ricavi complessivi sono cresciuti del 5,6%.
Nel solo terzo trimestre l’utile ha toccato quota 543 milioni di euro, sostenuto da una dinamica commerciale solida. Il margine di interesse si è attestato a 3,2 miliardi (+3%), affiancato da commissioni nette pari a 1,88 miliardi e dal contributo di 529 milioni di dividendi generati dalla quota in Generali tramite Mediobanca.
«In ogni lungo viaggio, arriva il momento in cui la rotta cambia, ma non significa smarrire la direzione che rimane chiara: continueremo a raggiungere i nostri obiettivi, a generare risultati e a preservare valore»
Lovaglio ha voluto rimarcare la bontà del legame strategico con Piazzetta Cuccia, che nello stesso periodo ha messo a segno 1,1 miliardi di profitti (+13%). Questo solido cuscinetto di liquidità arriva però mentre sul fronte della raccolta bancaria la competizione comincia a farsi più serrata tra i grandi istituti italiani.
Dalla bocciatura dei soci all’Opas di Intesa Sanpaolo
Il percorso tracciato da Lovaglio prevedeva originariamente un destino diverso per Mps, con l’ambizione di creare un terzo polo bancario indipendente. L’assemblea degli azionisti ha tuttavia respinto la sua strategia difensiva, aprendo la strada alla proposta di aggregazione avanzata da Ca’ de Sass.
L’amministratore delegato ha preso atto della svolta con pragmatismo. Lovaglio ha confermato il pieno rispetto della volontà dei soci, precisando che il consiglio di amministrazione dell’istituto senese esprimerà la propria valutazione formale sull’Opas entro la fine del mese, non appena la Consob autorizzerà il prospetto informativo.
| Voce di bilancio Mps (9 mesi) | Valore registrato |
|---|---|
| Utile netto complessivo | 1,66 miliardi di euro (+21%) |
| Margine di interesse | 3,2 miliardi di euro (+3%) |
| Commissioni nette | 1,88 miliardi di euro |
| Dividendi da partecipazioni | 529 milioni di euro |
| Stima utile ante imposte annuale | Fino a 3,7 miliardi di euro |
Il calendario dell’operazione è ormai delineato nelle sue tappe principali:
- Pubblicazione del prospetto informativo autorizzato dalla Consob a novembre;
- Apertura del periodo di offerta nella finestra tra il 23 e il 30 novembre;
- Possibile chiusura della transazione entro la fine dell’anno in corso.
Ma mentre la rotta verso Milano sembra tracciata, le condizioni imposte dai regolatori rischiano di complicare la governance del futuro polo bancario.
Il nodo Antitrust e il dossier Trieste: cosa c’è dietro l’operazione
Il passaggio di Mps a Intesa Sanpaolo non è privo di ostacoli tecnici e politici, soprattutto per l’impatto indiretto sulla compagnia assicurativa triestina. Secondo quanto riporta Il Giornale, l’Antitrust starebbe definendo le condizioni per evitare conflitti d’interesse nel comparto assicurativo prima del verdetto atteso a inizio dicembre.
Il ruolo del trustee e la preoccupazione di Generali
L’autorità di vigilanza potrebbe richiedere la cessione di alcune decine di filiali bancarie a un terzo concorrente, oltre alla nomina di un monitoring trustee indipendente. Questa figura avrebbe il compito specifico di impedire che a Ca’ de Sass giungano informazioni riservate sulle delibere del board di Trieste, dove Intesa diventerebbe primo azionista pur restando un diretto concorrente commerciale.
«Rispettiamo pienamente la decisione»
La dirigenza di Generali ha già indirizzato una segnalazione a Bruxelles per sollecitare garanzie a tutela dell’indipendenza gestionale. Intesa intende comunque richiedere più di un consigliere indipendente nel consiglio di amministrazione per poter beneficiare delle regole sul Danish compromise.
Risanamento o cessione forzata: il verdetto sui risultati
Molti osservatori ritenevano che la privatizzazione di Siena si sarebbe trasformata in una liquidazione frettolosa dopo gli anni del salvataggio pubblico. I numeri presentati da Luigi Lovaglio smentiscono questa lettura: Mps si presenta all’aggregazione da istituto redditizio, con un patrimonio rafforzato e una dote fiscale significativa.
Resta aperto anche il capitolo dei rapporti con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che conserva una partecipazione del 4,8%. Nei primi nove mesi la banca ha versato 920 milioni di euro di imposte, di cui circa 90 milioni legati agli accordi con il governo, a dimostrazione del peso fiscale che l’istituto continua a sostenere.
Nelle prossime settimane il consiglio di amministrazione di Siena formalizzerà il proprio parere sull’offerta pubblica di acquisto e scambio, mentre l’Antitrust scioglierà gli ultimi nodi sul monitoraggio delle partecipazioni assicurative.
La tabella di marcia prevede la conclusione della partita entro le prossime settimane, con Lovaglio al timone fino all’ultimo passaggio delle consegne.
L’integrazione di Mps in Intesa Sanpaolo è la scelta giusta per il sistema bancario italiano? Scrivetelo nei commenti. 💬

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