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Giancarlo Pavanello e Sonya Orfalian a Roma: due visioni opposte tra peccati e preghiera nella mostra Sacro Imperfetto

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Giancarlo Pavanello e Sonya Orfalian a Roma: due visioni opposte tra peccati e preghiera nella mostra Sacro Imperfetto
Giancarlo Pavanello e Sonya Orfalian a Roma: due visioni opposte tra peccati e preghiera nella mostra Sacro Imperfetto

Due prospettive opposte sulla mente umana e sullo spirito si fronteggiano nella mostra Sacro Imperfetto, il progetto espositivo allestito a Roma negli spazi della galleria Bianco Contemporaneo. Al centro dell’evento artistico emerge un contrasto netto tra l’approccio di Giancarlo Pavanello, concentrato sul turbamento delle passioni, e quello di Sonya Orfalian, orientato verso il silenzio interiore.

Il progetto prende spunto dai Loghismoi del monaco antico Evagrio Pontico. I due artisti interpretano lo stesso dilemma spirituale attraverso linguaggi visivi divergenti, lasciando al visitatore il compito di capire quale sguardo restituisca meglio la complessità dell’animo.

La prospettiva di Giancarlo Pavanello tra pensieri intrusivi e graffiti domestici

La linea espressiva sostenuta da Giancarlo Pavanello pone l’accento sul conflitto interiore e sulle dinamiche più viscerali del pensiero. Secondo la lettura dell’artista, l’uomo è costantemente assediato da suggestioni e passioni primordiali che ostacolano l’elevazione.

Le creazioni verbo-visive di Pavanello traducono sul piano plastico e concettuale i nove vizi capitali dell’antica tradizione dei Padri del deserto, numero poi ridotto a sette nei secoli successivi. La mente razionale viene descritta come un generatore instancabile di distrazioni, incapace di trovare pace.

Accanto ai vizi tradizionali, l’artista colloca il ciclo dei cosiddetti graffiti domestici. Si tratta di rappresentazioni che mettono a nudo i meccanismi con cui l’intelletto umano produce sovrastrutture e rumore mentale per sfuggire all’introspezione profonda.

La visione di Sonya Orfalian fondata su preghiera, lentezza e contemplazione

La risposta di Sonya Orfalian si muove lungo coordinate del tutto differenti. L’artista sceglie di non assecondare il marasma dei pensieri, proponendo un percorso fondato sulla sottrazione e sull’ascolto.

Il lavoro di Orfalian invita il pubblico a rallentare la corsa quotidiana per cogliere elementi invisibili della vita interiore. Nelle sue composizioni, l’esperienza umana trova un appiglio rassicurante e una costante presenza che attraversa l’intero spazio espositivo.

Il perno concettuale della sua produzione è la preghiera. Questo atto non viene inteso in senso dogmatico o confessionale, bensì come un gesto universale e condiviso, capace di restituire speranza di fronte alle difficoltà della vita terrena.

Giancarlo Pavanello Sonya Orfalian
Focus sulle passioni, sui bisogni primordiali e sulle dinamiche intrusive della mente Focus sulla dimensione spirituale dell’esperienza umana e sulle realtà interiori nascoste
Rappresentazione dei nove peccati capitali secondo la tradizione dei Padri del deserto Riflessione sul tema della preghiera intesa come gesto umano e universale
Linguaggio verbo-visivo e indagine sui graffiti domestici come distrazione intellettuale Invito alla contemplazione, alla lentezza e alla sospensione del ritmo quotidiano
Analisi del marasma di pensieri che allontanano dalla sfera spirituale Creazione di uno spazio di silenzio e conforto orientato alla speranza

Cosa confermano la galleria e i curatori del progetto espositivo

Al di là del confronto dialettico tra i due protagonisti, la struttura dell’esposizione poggia su elementi documentati e verificati. Come riporta inITALY, la galleria Bianco Contemporaneo ha programmato l’apertura dal 7 al 28 novembre 2026, con inaugurazione fissata sabato 7 novembre alle ore 18:00.

L’indirizzo confermato è via Reno 18a, nel quartiere Trieste a Roma. Gli orari di visita stabiliti dalla sede vanno dal martedì al sabato, nella fascia pomeridiana dalle 16:30 alle 19:30.

I riscontri critici e sonori definiscono chiaramente il perimetro dell’opera. Come spiega Itinerari nell’Arte, il testo critico dedicato alle opere di Giancarlo Pavanello porta la firma dello studioso Alessandro Gaudio, mentre il compositore Riccardo Giagni ha composto un brano musicale originale per accompagnare l’itinerario visivo. All’iniziativa collaborano anche Don Mario Leite De Oliveira e Alessandra Magistrati.

Le iniziative annunciate e la cartella d’artista a tiratura limitata

La galleria ha previsto la pubblicazione di una cartella d’artista prodotta in sole 50 copie numerate. L’oggetto da collezione contiene un bauletto con le riproduzioni di tutte le opere esposte, ulteriori lavori realizzati dai due maestri, i testi critici e gli apparati biografici ufficiali.

Il dialogo tra il rumore mentale di Pavanello e il raccoglimento di Orfalian resta aperto per tutta la durata delle aperture romane. Resta da verificare in quale misura i visitatori si riconosceranno nella tempesta dei pensieri o nella quiete della preghiera. Voi vi sentite più vicini alla lotta interiore di Pavanello o alla ricerca di silenzio di Orfalian? 🤔

Foto: Roma

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