La sosta regolare e la beffa del carro attrezzi
Domenica 6 settembre, alle ore 20:53, una donna ha parcheggiato la propria vettura in via Centonze, nel pieno centro di Messina. Sul posto era presente la segnaletica mobile per lavori stradali, con divieto di sosta e rimozione forzata valido dalle 20:00 del 4 settembre fino alle 06:00 del 5 settembre.
Il provvedimento risultava scaduto da oltre 36 ore. Per scrupolo, l’automobilista ha comunque scattato una fotografia con data e orario visibili per certificare lo stato dei luoghi prima di allontanarsi.
La mattina successiva, lunedì 7 settembre, lo stallo era vuoto: il veicolo era stato prelevato e portato al deposito.
Cartelli cambiati nella notte e spese anticipate
Tornata sul luogo del parcheggio, la proprietaria ha notato che i cartelli originari erano stati rimpiazzati con avvisi recanti date aggiornate. La sostituzione è avvenuta durante le ore notturne, quando l’automobile si trovava già regolarmente parcheggiata nello spazio consentito.
Al momento della richiesta di spiegazioni, gli operatori hanno liquidato la situazione invitando la conducente a presentare ricorso. Per riscattare immediatamente il mezzo, la cittadina è stata costretta ad anticipare le spese del carro attrezzi e l’importo della sanzione amministrativa.
L’interrogazione al Comune di Dario Carbone
La vicenda approda ora tra i banchi di Palazzo Zanca tramite un’interrogazione formale depositata dal consigliere comunale Dario Carbone, che definisce l’accaduto una vessazione ingiustificata verso chi ha agito nel pieno rispetto delle norme.
L’esponente politico ha chiesto all’amministrazione di chiarire i dettagli della procedura con domande puntuali:
- Chi ha materialmente autorizzato il cambio della segnaletica tra il 6 e il 7 settembre?
- Quale ordinanza dirigenziale copre le nuove date e a che ora esatta è stata affissa?
- Per quale motivo il Comune costringe i cittadini ad anticipare centinaia di euro e intraprendere ricorsi legali anche di fronte a prove fotografiche inconfutabili?
Il documento ispettivo sollecita una risposta tempestiva da parte del dipartimento competente e del comando di Polizia Municipale per chiarire la legittimità della rimozione e le modalità di rimborso delle somme sborsate.

