Una mozione bipartisan per fermare l’omologazione commerciale
Il centro storico di Cagliari rischia di trasformarsi in un unico, grande polo della somministrazione continua. Per invertire la rotta, il presidente della Commissione consiliare Sviluppo economico Matteo Massa e il vicepresidente Massimiliano Piccoi hanno presentato una mozione bipartisan volta a ridefinire le regole del commercio nei quartieri antichi del capoluogo sardo.
L’iniziativa non punta a penalizzare ristoranti, bar o pub, ma a ristabilire un equilibrio ormai compromesso dalla proliferazione incontrollata di attività legate al food. L’obiettivo dichiarato è proteggere l’identità urbana e garantire la sopravvivenza di mestieri e saperi tradizionali.
Il documento sollecita misure concrete a sostegno delle imprese artigiane non collegate alla ristorazione, concentrandosi in particolare sulle produzioni tipiche e artistiche che definiscono la memoria visiva e culturale della città.
Mappatura urbana e limiti normativi
Sul piano regolatorio, la mozione fa appello agli strumenti messi a disposizione dalla legislazione nazionale. I consiglieri chiedono di perimetrare aree precise del centro storico in cui applicare vincoli stringenti a tutela della sicurezza, del decoro urbano e del patrimonio architettonico.
La proposta include una mappatura rigorosa della vocazione produttiva dei quartieri, passaggio preliminare indispensabile per evitare la standardizzazione dell’offerta commerciale che ha progressivamente cancellato il piccolo commercio di prossimità.
Tavolo unico e richieste di finanziamento alla Regione
La strategia operativa prevede l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra tutti i dipartimenti comunali competenti. La gestione delle nuove aperture dovrà coinvolgere in modo sinergico il SUAPE, l’urbanistica, l’edilizia privata, l’igiene pubblica e il decoro urbano.
Oltre alle regole di insediamento, Massa e Piccoi chiedono risorse finanziarie tangibili. La mozione sollecita la Regione Sardegna a incrementare i contributi a fondo perduto riservati agli artigiani che scelgono di mantenere o avviare la propria attività nei rioni storici, con priorità assoluta per le botteghe d’arte e della tradizione.

