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Nasdaq travolto dalle vendite record, per gli analisti è bolla ma Arca Fondi frena sullo scoppio

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Nasdaq travolto dalle vendite record, per gli analisti è bolla ma Arca Fondi frena sullo scoppio
Nasdaq travolto dalle vendite record, per gli analisti è bolla ma Arca Fondi frena sullo scoppio

Il Nasdaq finisce sotto una pioggia di vendite con la flessione più marcata registrata dal 2020, spaccando gli operatori in due fazioni inconciliabili. Da una parte gli analisti convinti che la bolla dell’intelligenza artificiale sia infine esplosa, dall’altra chi considera il tonfo solo una fisiologica reazione politica al cambio di equilibri a Washington.

Al centro del dibattito ci sono le sorti della Silicon Valley e dei giganti tecnologici che negli ultimi anni hanno sostenuto i mercati azionari. I riflessi toccano da vicino anche i risparmiatori italiani ed europei esposti sui fondi globali. Tra chi teme un collasso sistemico e chi invita a non disfarsi dei titoli azionari, la distanza di vedute resta netta.

La tesi del tracollo: la tregua finita e il timore dello scoppio per l’intelligenza artificiale

Nel fronte più allarmista di Wall Street si ritiene che la fase d’oro del settore tecnologico sia giunta a un capolinea traumatico. Secondo questa lettura, la concentrazione di capitali sui titoli legati all’intelligenza artificiale ha creato una sproporzione insostenibile rispetto ai fondamentali economici reali. Il massiccio assorbimento di energia elettrica da parte dei data center e i costi crescenti per alimentare le infrastrutture digitali avrebbero sottratto risorse ad altri comparti produttivi.

A pesare in modo decisivo è stato il responso delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. La perdita di controllo da parte dell’amministrazione guidata da Donald Trump e l’avanzata democratica al Congresso toglierebbero ai colossi tecnologici la protezione politica su cui avevano fatto affidamento. Senza questo scudo, le vendite si sono abbattute con violenza su nomi di punta come Tesla e Nvidia, quest’ultima scivolata profondamente in territorio negativo rispetto ai valori pre-elettorali.

La linea di Ugo Loeser: correzione ordinata e utili ancora solidi

La posizione opposta viene argomentata dai vertici del risparmio gestito. Intervistato da vetrina tv, Ugo Loeser, amministratore delegato di Arca Fondi SGR (società che gestisce circa 54 miliardi di euro), respinge la diagnosi catastrofista dello scoppio di una bolla speculativa.

«Molti osservatori hanno già definito come una bolla l’attuale concentrazione di investimenti e le valutazioni raggiunte dal settore dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, non siamo ancora di fronte allo scoppio di una bolla. Dobbiamo ricordare che il Nasdaq si trova ancora su livelli più che doppi rispetto a quelli del 2022, un anno particolarmente negativo per i mercati azionari»

Secondo il manager, la caduta dei prezzi rappresenta un ridimensionamento repentino ma ordinato dopo gli eccessi dei mesi precedenti. A sostegno di questa visione ci sono i numeri delle trimestrali, che mostrano utili complessivamente solidi. Società come Microsoft, ad esempio, hanno ceduto il 2,8% nell’ultima seduta dopo aver guadagnato il 6% nella precedente, mantenendosi complessivamente sopra i livelli anteriori al voto. Inoltre, il calo dei rendimenti dei Treasury americani, scesi da oltre il 5% a circa il 4,80%, indica aspettative di inflazione più contenute e minori tensioni sui tassi.

«I nuovi minimi, a mio avviso, riflettono la preoccupazione che il nuovo Congresso, con Camera e Senato a guida democratica, possa intervenire pesantemente sulla regolamentazione dei data center e dell’intelligenza artificiale»

Il confronto punto per punto tra le due visioni

I pessimisti di Wall Street Ugo Loeser (Arca Fondi SGR)
La bolla dell’intelligenza artificiale è scoppiata a causa di valutazioni irrealistiche. Si tratta di una correzione ordinata; le quotazioni restano più che doppie rispetto al 2022.
La sconfitta politica di Trump priva la Silicon Valley di ogni protezione legislativa. C’è timore di nuove regole, ma le misure del Congresso non sono state ancora articolate.
Gli investimenti in data center sottraggono troppa energia e capitale all’economia. La stagione degli utili societari conferma la solidità economica generale: vendere adesso è prematuro.
Il crollo di Nvidia e Tesla preannuncia una crisi strutturale estesa a tutti i listini. L’impatto è asimmetrico: Microsoft rimane in guadagno rispetto al periodo precedente al voto.

Cosa dicono i numeri ufficiali e le prime verifiche sul mercato

Le rilevazioni fornite dalle agenzie finanziarie e rilanciate da Cagliari Live Magazine confermano una reazione a due velocità. Il Nasdaq ha effettivamente registrato il peggior scivolone percentuale dal 2020, trascinando al ribasso anche i titoli industriali, seppure con cali decisamente più contenuti.

Non tutte le Big Tech stanno subendo la medesima pressione. L’esposizione verso i mega-investimenti in chip ad alte prestazioni ha penalizzato pesantemente chi dipende dalla crescita continua della capacità produttiva, come Nvidia. Al contrario, colossi diversificati presentano bilanci ancora capaci di ammortizzare le prese di beneficio. Anche il mercato obbligazionario ha reagito all’esito elettorale: i rendimenti dei titoli di Stato a stelle e strisce sono arretrati al 4,80%, allentando la morsa sul credito bancario.

Cosa succederà ora con l’avvio del nuovo Congresso

Il futuro dell’indice dipenderà dalle prossime mosse a Washington. Fino a questo momento, nessun disegno di legge formale è stato presentato per limitare i consumi energetici dei data center o restringere lo sviluppo degli algoritmi. Finché la maggioranza democratica non chiarirà il perimetro dei regolamenti, l’incertezza continuerà ad alimentare la volatilità tra le grandi aziende tecnologiche.

Resta aperto il nodo sull’eventuale prosecuzione delle vendite a catena prima che la nuova assemblea si insedi ufficialmente. Voi siete con chi vede la fine del ciclo d’oro tecnologico o con chi considera il tonfo un’occasione di tenuta? 🤔

Frequently asked

Quali titoli tecnologici sono stati più colpiti dalle vendite?

Le vendite si sono abbattute con violenza su aziende come Tesla e Nvidia, penalizzata dai mega-investimenti in chip ad alte prestazioni.

Cosa pensa Arca Fondi della flessione del Nasdaq?

L'amministratore delegato Ugo Loeser sostiene che non si tratti dello scoppio di una bolla, ma di un ridimensionamento ordinato con utili ancora solidi.

Come hanno reagito i rendimenti dei titoli di Stato americani?

I rendimenti dei Treasury americani sono scesi da oltre il 5% a circa il 4,80%, indicando aspettative di inflazione più contenute.

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