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Placebo a Milano, Brian Molko sale sul palco con il Covid e sbotta contro gli smartphone
I Placebo hanno infiammato l’Unipol Forum di Assago per l’unica data italiana del loro tour celebrativo, ma la serata ha preso una piega inaspettata a causa di una dura presa di posizione dal palco. Il frontman Brian Molko ha interrotto lo show per rimproverare gli spettatori intenti a registrare video con gli smartphone, rivelando contestualmente di essere salito sul palco nonostante la positività al Covid-19.
L’appuntamento milanese del 30th Anniversary Tour, organizzato per festeggiare i trent’anni dall’uscita del primo album della band pubblicato nel 1996, ha fatto registrare il tutto esaurito. Eppure, la musica ha dovuto fare spazio a un confronto serrato tra l’artista e la platea, scaturito dal mancato rispetto di una richiesta formulata prima dell’inizio dello spettacolo.
Programmazione e dettagli dell’evento dal vivo dei Placebo
L’evento si è svolto all’Unipol Forum di Assago, alle porte di Milano, richiamando migliaia di appassionati per celebrare tre decenni di carriera del gruppo alternative rock. Per quanto riguarda la visione da casa, nessuna rete televisiva italiana ha inserito lo spettacolo nel proprio palinsesto e non è stata comunicata alcuna trasmissione in diretta o in differita su piattaforme streaming.
Chi desiderava seguire la band ha potuto farlo esclusivamente acquistando il tagliando per l’esibizione dal vivo. Non risultano attualmente coperture televisive previste per repliche integrali o speciali dedicati alla tappa meneghina.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Programma | Concerto Placebo – 30th Anniversary Tour |
| Giorno | 6 novembre 2026 |
Chi è salito sul palco: i protagonisti e le presenze speciali
Il cuore della scena è stato interamente occupato da Brian Molko e dalla formazione dei Placebo. Nessun ospite a sorpresa in carne e ossa ha fatto il suo ingresso sul palco di Assago, ma la memoria musicale ha giocato un ruolo centrale fin dai primi istanti dell’evento.
Prima che la band imbracciasse gli strumenti, un filmato introduttivo ha ripercorso la carriera del gruppo attraverso un grande telo bianco. Tra le immagini proiettate, l’apparizione di David Bowie ha suscitato una forte reazione emotiva nella platea, ricordando il celebre sodalizio artistico che portò alla registrazione della versione a due voci del brano Without You I’m Nothing. Come raccontato da Zazoom Social News, la sequenza video ha riavvolto il nastro fino agli esordi androgini di metà anni Novanta, mettendo in luce l’impatto culturale del cantante.
I precedenti della serata: il divieto dei cellulari e l’annuncio a sorpresa
L’origine dello scontro risale all’accoglienza stessa del pubblico all’interno del palazzetto. L’organizzazione e il gruppo avevano predisposto cartelli informativi e proiettato sui maxischermi la scritta “Better without your phone”, esortando tutti a non utilizzare i dispositivi mobili durante l’esibizione per vivere appieno il contatto diretto con i brani.
A differenza di quanto accaduto in altri concerti recenti come quelli di Bob Dylan, dove i telefoni vengono chiusi in speciali custodie sigillate, la band britannica ha optato per un patto di fiducia. Tale intesa è però crollata quando, sulle note di Pure Morning, numerosi telefoni sono stati alzati per filmare. Come documentato da ScreenWorld.it, la reazione di Brian Molko è arrivata subito dopo l’esecuzione di Teenage Angst e prima di attaccare Bionic.
Il cantante ha salutato il pubblico in lingua italiana, ringraziando per la partecipazione al trentesimo anniversario ma rimarcando come nel 1996 gli smartphone non esistessero ai concerti. Subito dopo, ha svelato la propria condizione clinica con parole inequivocabili: «Io ho il Covid-19 proprio adesso. E sono qui a fare questo concerto per voi.». L’artista ha quindi rimproverato aspramente gli spettatori che non riuscivano ad abbassare i dispositivi, usando toni perentori per sottolineare il sacrificio di esibirsi nonostante l’infezione in corso.
La scaletta annunciata e le tensioni nel finale dello spettacolo
La scaletta preparata per il tour ha riattraversato le pietre miliari della discografia della band. Nonostante l’ammonimento iniziale avesse convinto una parte della platea a riporre i dispositivi nelle tasche, il problema si è ripresentato nei momenti più attesi del concerto.
Durante l’esecuzione di Every You Every Me e della celebre cover di Kate Bush intitolata Running Up That Hill (A Deal With God), tornata a grandissima diffusione grazie all’inserimento nella colonna sonora di Stranger Things, decine di schermi si sono riaccesi tra il parterre e le tribune. Il risentimento di Brian Molko si è manifestato con un gesto plateale: nelle battute conclusive della scaletta, il leader dei Placebo ha scelto di cantare dando le spalle alla platea e rivolgendosi verso il fondo del palco.
Al momento non sono state annunciate ulteriori date italiane per questa specifica tournée celebrativa. Voi siete d’accordo con lo stop agli smartphone durante la musica dal vivo? 📱

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