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Santiago Peña finisce agli arresti domiciliari: il crac Ueno Bank travolge la presidenza del Paraguay e scoppia la rivolta
L’ex presidente Santiago Peña è stato arrestato nella sua abitazione di Asunción dalla Polizia nazionale con l’accusa di presunte responsabilità nel dissesto finanziario di Ueno Bank. La notifica del provvedimento cautelare è scattata in contemporanea con il voto di impeachment del Congresso che ne ha decretato la decadenza dalla guida del Paese. I filmati del presidio attorno alla villa e le riprese televisive hanno fatto il giro delle piattaforme online in pochi minuti, mostrando una capitale scossa da una transizione politica immediata.
Mentre gli agenti presidiavano i cancelli della residenza privata per eseguire la misura cautelare, il vicepresidente Pedro Alliana assumeva formalmente i poteri presidenziali. Il cambio della guardia si è consumato nell’arco di una singola serata, trasformando una complessa inchiesta bancaria in una crisi istituzionale aperta.
Il blitz della polizia nella residenza di Asunción e il giuramento di Pedro Alliana
La notifica dell’ordine giudiziario è avvenuta direttamente nella casa dell’ex capo di Stato. Come riporta TGLA7, la Polizia nazionale ha confermato che l’ex leader si trovava inizialmente in stato di detenzione domiciliare, a disposizione della magistratura specializzata nei reati economici.
L’atto formale imponeva la permanenza all’interno dell’immobile fino alla comparizione davanti all’unità competente per i crimini economici e l’anticorruzione con sede ad Asunción. Nelle stesse ore, l’aula del Congresso nazionale ratificava la chiusura dell’esperienza di governo dell’ormai ex presidente, aprendo le porte al giuramento immediato del suo successore.
Alliana ha prestato giuramento davanti all’assemblea parlamentare. Il nuovo capo dello Stato eredita un contesto finanziario critico e una piazza esasperata dal blocco improvviso dei conti correnti, con l’incarico di ristabilire la fiducia nelle istituzioni finanziarie e di governo.
La rabbia per il dissesto di Ueno Bank e gli scontri davanti all’abitazione
La notizia dei domiciliari concessi al leader politico ha innescato una reazione immediata da parte dei cittadini colpiti dal dissesto dell’istituto bancario. Centinaia di manifestanti si sono radunati davanti ai cancelli della villa ad Asunción, contestando la misura e pretendendo la custodia cautelare in un penitenziario comune.
La tensione è salita nel corso della notte. Alcune persone presenti sul posto hanno iniziato a scagliare pietre contro il cordone di sicurezza allestito dalle forze dell’ordine per proteggere l’accesso alla casa. I video trasmessi dall’emittente Abc Tv e rilanciati sui canali social hanno documentato il momento in cui un masso ha colpito al volto un ufficiale della polizia.
Gli agenti in assetto antisommossa hanno risposto con il lancio di lacrimogeni per disperdere i manifestanti assiepati lungo la strada. Il bilancio degli scontri ha registrato il ferimento di un agente di polizia, mentre la folla continuava a denunciare l’impatto del collasso dell’istituto di credito, che ha coinvolto circa tre milioni di risparmiatori rimasti con i fondi bloccati.
Il trasferimento nella struttura militare e l’attesa per l’interrogatorio
L’escalation delle proteste all’esterno della residenza privata ha costretto le autorità a rivedere la collocazione logistica del detenuto per motivi di ordine pubblico. Secondo quanto scrive NotizieVirgilio, Santiago Peña è stato successivamente trasferito in una struttura militare per garantire la sicurezza dell’operazione e allentare la pressione sulla via residenziale.
Il fascicolo aperto dalla magistratura anticorruzione si inserisce in un quadro che vede già otto dirigenti della banca sottoposti a misure restrittive nell’ambito della medesima inchiesta. Le accuse si concentrano sulle dinamiche che hanno condotto alla bancarotta dell’ente creditizio, lasciando senza risposte un bacino enorme di piccoli correntisti e investitori.
Nelle prossime ore l’ex presidente dovrà presentarsi davanti ai magistrati dell’unità giudiziaria anticorruzione per il primo interrogatorio formale sulle contestazioni economiche a suo carico. Riuscirà il nuovo esecutivo a contenere l’ondata di proteste popolari legata al collasso dei risparmi bancari?

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