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Scontri a Trieste alla manifestazione di piazza Libertà: ferito il vicario Leonardo Boido

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Scontri a Trieste alla manifestazione di piazza Libertà: ferito il vicario Leonardo Boido
Scontri a Trieste alla manifestazione di piazza Libertà: ferito il vicario Leonardo Boido

Gli scontri a Trieste hanno provocato il ferimento di tre poliziotti, tra i quali il funzionario vicario della Questura Leonardo Boido, raggiunto alla testa da una bomba carta durante la manifestazione indetta per ricordare due giovani morti in un rogo a Porto Vecchio. La mobilitazione, iniziata con circa 200 partecipanti in piazza Libertà, è degenerata quando un gruppo ha provato a fare ingresso in una struttura comunale dismessa, innescando una sequenza di cariche, lanci di oggetti e cortei improvvisati nel centro cittadino.

La tensione si è poi spostata verso la sede della Questura in via del Teatro Romano, dove oltre cento manifestanti hanno inscenato un presidio per chiedere il rilascio di una donna fermata durante i tafferugli e successivamente denunciata a piede libero. Il quadro della serata si è chiuso con un bilancio pesante per il personale in divisa e con una netta presa di posizione da parte del Viminale e delle istituzioni locali.

Programmazione televisiva e aggiornamenti sui fatti di Trieste

I principali palinsesti televisivi e le piattaforme streaming non hanno comunicato la messa in onda di uno speciale tematico o di tribune straordinarie dedicate agli eventi triestini. La copertura dell’accaduto resta concentrata all’interno delle consuete edizioni dei telegiornali Rai e Mediaset e dei canali all-news, senza alcuna variazione di palinsesto formalizzata dalle reti.

Allo stato attuale, non sono stati programmati appuntamenti di prima serata o dibattiti monotematici con orari di messa in onda specifici. Le trasmissioni di informazione del mattino e dell’approfondimento pomeridiano tratteranno la vicenda nell’ambito della cronaca nazionale, mentre le repliche dei notiziari restano accessibili sui rispettivi servizi on demand delle emittenti.

Voce Dettaglio
Programma Edizioni dei notiziari (nessuno speciale dedicato annunciato)
Rete Non comunicata
Giorno Non comunicato
Orario Non comunicato
Streaming Non comunicato
Conduzione Non comunicata

Chi è rimasto coinvolto nelle violenze: il vicario Leonardo Boido, gli agenti e i manifestanti

Il ferito più grave tra le forze dell’ordine è Leonardo Boido, vicario del Questore di Trieste. Il funzionario è stato colpito da una bomba carta ed è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Cattinara, da dove è stato dimesso nel corso della mattinata successiva. Come riporta il Giornale, lo stesso Boido ha spiegato: «Per fortuna la bomba carta è esplosa quando è caduta a terra. Non sto benissimo ora, sono al pronto soccorso».

Accanto a Boido figurano altri due operatori di pubblica sicurezza rimasti feriti. Un poliziotto è stato colpito da una pietra lanciata durante i contatti, mentre un terzo operatore appartenente ai reparti mobili ha riportato contusioni. Sul fronte dei manifestanti, circa 200 persone hanno preso parte al presidio iniziale, tra cui molti migranti e componenti di associazioni di assistenza agli stranieri, affiancati da gruppi che hanno sventolato bandiere della Palestina.

Durante il primo scontro è stata bloccata una manifestante identificata dai cori come Letizia, condotta all’interno della Questura. La donna è stata rilasciata poco dopo con una denuncia in stato di libertà, mentre all’esterno stazionavano oltre cento manifestanti che ne reclamavano la liberazione immediata.

Dalla tragedia di Porto Vecchio al corteo di piazza Libertà: l’origine dei disordini

L’assemblea pubblica era stata convocata alle 18:30 in piazza Libertà con l’obiettivo dichiarato di commemorare due giovani morti soffocati dal fumo durante un incendio sviluppatosi pochi giorni prima in una struttura abbandonata di Porto Vecchio. Durante la prima fase del raduno, i partecipanti avevano espresso preoccupazione per l’arrivo della stagione invernale e per i pericoli a cui sono esposte le persone prive di alloggio.

La situazione è precipitata quando alcuni dimostranti hanno cercato di fare ingresso negli spazi comunali dell’ex mercato di via Flavio Gioia per occuparli. Come riferisce Il Gazzettino, le forze dell’ordine composte da polizia, carabinieri e personale della Digos hanno sbarrato gli accessi all’edificio, originando il contatto fisico, l’uso di manganelli e il lancio di petardi da parte dei manifestanti.

Dopo il blocco dell’occupazione, il corteo si è mosso senza preavviso verso viale Miramare, paralizzando la circolazione dei veicoli. I dimostranti hanno quindi attraversato via Trento fino a raggiungere la Questura in via del Teatro Romano per protestare contro il fermo della manifestante, dando vita a nuovi momenti di scontro culminati con l’esplosione dell’ordigno artigianale.

Le reazioni ufficiali e gli annunci di Matteo Piantedosi e Massimiliano Fedriga

L’episodio ha richiamato l’intervento immediato dei vertici istituzionali nazionali e locali. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha contattato direttamente il vicario della Questura, dichiarando: «Ho sentito al telefono il dottor Leonardo Boido, vicario della questura di Trieste, ferito ieri sera durante le intemperanze dei soliti teppisti, per esprimere la mia personale solidarietà a lui e agli altri poliziotti coinvolti. Nonostante quanto accaduto, è già pronto a tornare al lavoro: un esempio concreto di professionalità e senso del dovere, propri di chi svolge il suo lavoro».

Il titolare del Viminale ha poi aggiunto: «Nulla può giustificare un’aggressione alle Forze dell’ordine. Su questo non possono esserci ambiguità. Alle donne e agli uomini in divisa va la gratitudine mia e del governo. Rinnovo loro anche l’impegno, mio personale e del governo, a garantire, ogni giorno, sostegno e protezione concreti. Lo faremo a partire dai lavori parlamentari di approvazione della legge di bilancio, disposti a sostenere ogni possibile riconoscimento al loro prezioso contributo alla nostra democrazia».

Dura anche la presa di posizione del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, che ha affermato: «Esprimo totale solidarietà alle forze dell’ordine che ieri nei disordini verificatisi a Trieste nel corso della manifestazione hanno pagato con dei feriti: attaccare i servitori dello Stato è semplicemente inconcepibile e non tollerabile in uno Stato democratico». Fedriga ha quindi rinnovato l’invito a forze politiche e realtà associative a fermare le continue tensioni.

L’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti ha collegato i fatti al dibattito pubblico cittadino: «L’occupazione degli spazi comunali di via Gioia da parte di facinorosi e immigrati e gli scontri con la polizia non accadono per caso: sono la conseguenza evidente del clima da scomposta campagna elettorale che è riuscita a trasformare la tragica morte di due persone – del tutto estranee ai temi dell’ accoglienza – in una presunta mancanza delle istituzioni». Le organizzazioni sindacali di polizia Siulp e Coisp hanno a loro volta sollecitato interventi strutturali sulla sicurezza e sull’accoglienza a bassa soglia nel capoluogo giuliano.

Nessun nuovo presidio o appuntamento ufficiale è stato comunicato dagli organizzatori o dalle autorità per le prossime ore. Come giudicate l’intervento delle istituzioni e la gestione della sicurezza durante il corteo a Trieste?

Foto: Scontri

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