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Pollo fritto KFC sulle Dolomiti: due ristoranti aprono sulle piste da sci tra le polemiche

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Pollo fritto KFC sulle Dolomiti: due ristoranti aprono sulle piste da sci tra le polemiche
Pollo fritto KFC sulle Dolomiti: due ristoranti aprono sulle piste da sci tra le polemiche

Il pollo fritto kfc sbarca sulle piste da sci delle Dolomiti con due aperture fissate per il 5 dicembre. La notizia dell’approdo nei comprensori di Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio è confermata in via ufficiale dalla catena, ma l’iniziativa ha innescato un acceso dibattito tra sostenitori dei nuovi format e difensori della tradizione alpina.

La presenza del celebre marchio americano oltre i 1.700 metri di altitudine rappresenta un debutto assoluto per il settore sulle vette del Paese. L’operazione punta a intercettare sia gli sciatori internazionali sia il pubblico giovane della Gen Z durante l’inverno 2026-2027.

Le decisioni confermate da KFC per Cortina e Madonna di Campiglio

I dettagli operativi dello sbarco in quota sono stati definiti con precisione dai vertici aziendali. Come riporta Quotidiano Nazionale, le aperture nascono dalla collaborazione tra KFC e il gruppo Super G, società attiva nei servizi di accoglienza e intrattenimento sulle piste alpine. Entrambi i locali rimarranno aperti per tutta la stagione invernale, chiudendo i battenti al termine dell’attività sciistica.

A Madonna di Campiglio il punto vendita sarà allestito nella Piana di Nambino a 1.700 metri di quota, direttamente accessibile dagli sciatori. A Cortina d’Ampezzo, invece, il ristorante troverà posto a 2.123 metri, all’interno del Faloria Mountain Club nell’area Monte Faloria-Cristallo, dotato di una terrazza e ampie superfici vetrate con vista sul comprensorio.

La gestione di queste due sedi sarà condotta in forma diretta dall’azienda, senza ricorso al franchising. Questa mossa fa parte del piano di sviluppo sul territorio nazionale, che prevede di toccare quota 185 ristoranti entro la fine del 2026.

«Abbiamo voluto fortemente questo progetto perché rappresenta perfettamente il modo in cui immaginiamo l’evoluzione di Kfc: continuare a sorprendere, raggiungere luoghi dove nessuno si aspetterebbe di trovarci e farlo senza rinunciare a ciò che ci rende unici»

Queste le parole con cui Marzia Farè, direttrice marketing di KFC Italia, ha motivato la scelta di portare l’offerta gastronomica del gruppo in contesti inediti d’alta quota, affiancata da Andrea Baccuini, fondatore di Super G.

Cosa viene contestato: la bufera segnalata da associazioni e ambientalisti

L’annuncio non è passato inosservato tra gli operatori della montagna e gli amanti della cucina regionale. Secondo quanto scrive Eventi e News, lo sbarco del marchio ha fatto scattare le rimostranze di associazioni alpinistiche e gruppi ambientalisti.

Al centro delle critiche c’è il timore che modelli di ristorazione rapida standardizzata possano intaccare il valore identitario dei rifugi tradizionali. Diversi commentatori e frequentatori abituali dei comprensori chiedono una maggiore tutela per le cucine tipiche locali e per i prodotti del territorio montano. Al momento, tuttavia, non risultano delibere o provvedimenti amministrativi volti a bloccare o limitare l’avvio delle attività concordate con le strutture ospitanti.

Mito contro realtà sulle nuove aperture sulle Alpi

La circolazione rapida della notizia ha generato equivoci sulle reali modalità di apertura del servizio sulle piste dolomitiche.

Il mito più diffuso racconta la costruzione ex novo di grandi capannoni fast food destinati a sostituire in modo permanente le baite storiche. La realtà illustrata dai documenti aziendali mostra invece l’inserimento temporaneo del format all’interno di poli di ospitalità già operativi, come il Faloria Mountain Club e l’area di Nambino, con una durata limitata alla finestra sciistica.

Un secondo elemento chiarito riguarda la formula gestionale. Non si tratta di un’iniziativa isolata affidata a terzi tramite licenza, bensì di un presidio a gestione diretta finalizzato a testare la risposta dei visitatori invernali su quote elevate.

Confermato Non confermato
Apertura il 5 dicembre a Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio Cancellazione o stop formale da parte delle istituzioni locali
Strutture operative fino al termine della stagione invernale Presenza di ristoranti aperti tutto l’anno con edifici dedicati
Collaborazione societaria con il gruppo Super G Aperture ulteriori in altre stazioni alpine durante l’inverno
Gestione diretta da parte della catena KFC Italia Modifiche ai regolamenti territoriali di tutela dei rifugi

Il debutto del 5 dicembre sulle piste segnerà il vero banco di prova per l’esperimento, evidenziando se le abitudini dei turisti in quota accoglieranno il fast food o premieranno la sola ristorazione tradizionale.

Proveresti il pollo fritto tra una discesa e l’altra o preferisci la cucina tipica del rifugio? 🎿

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